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Escursioni - Trips

29.04.2010 - Lago Moo, Lago Bino e Monte Ragola dai Romei (Bardi)

Esplorazione del giro cai del 16.5.10. Dopo aver visto le foto di questo angolo di appennino dietro casa erano un paio d'anni che aspettavo il momento di andarli a vedere di persona in sella alla mia Bestia Nera. Il grande Fabio alias Ruttok è ormai il mio inseparabile compagno di esplorazioni infrasettimanali e con lui partiamo dalla frazione I Romei (circa 20' dopo Bardi risalendo la Val Ceno e prendendo una deviazione per i paesi di Pione e Faggio, in pratica...Frittole) parcheggiando l'auto nel prato davanti la chiesa della frazione (probabilmente aperta solo a ferragosto o poco più). Dopo poche centinaia di metri si lascia l'asfalto in corrispondenza delle ultime case del paese ed inizia una carrabile sterrata che sale dolcemente fino al Passo delle Pianazze, al confine con la provincia di Piacenza. Dal Passo si prende la ciclopista (tabelle di colore verde) che collega le ciclopista del Monte di Lama a quella (assai lontana) del Monte Penna. La ciclopista resta in quota sul crinale, percorrendo una trattorabile in terra spesso infangata per i ristagni d'acqua nei solchi dei mezzi agricoli. In pochi minuti si arriva ad un secondo valico sullo spartiacque da cui si abbandona la ciclopista (che proseguirebbe dritto) per svoltare a destra in discesa in territorio piacentino verso il paese di Cassimoreno (sentiero CAI). La discesa è facile anche se su fondo un pò smosso e arriva al Lagazzo, torbiera in via di impaludamento ma molto suggestiva per il contorno di roccioni ofiolitici. Il sentiero diventa una facile carrareccia che ci porta al paese. Dal paese (possibilità di acqua e trattoria) si segue la strada fino a Ca' dei Ratti, ultima frazione da cui ricomincia il tratto offroad. Il percorso è una strada bianca che sale abbastanza costante ma non banale, sia per alcuni tratti più ripidi ma soprattutto per il fondo non liscio che alterna sassi, ghiaia, smosso in un alternarsi che richiede sempre una certa presenza e conduzione del mezzo. La strada è chiusa da una sbarra dopo circa un km e quindi si pedala in una ambiente ideale. Si arriva al Lago Moo che si scorge in basso tra gli alberi. Si scende per un sentiero CAI in bici, si guada il torrente emissario del lago e si pedala in un posto incantato: un prato morbidissimo circondato da acqua cristallina, dai boschi e da qualche cima rocciosa che sbuca dalla vegetazione. Dal Lago risalire sulla strada costringe a 20' a spinta se non si vuole ripercorrere lo stesso sentiero da cui si è discesi (cosa che consiglio). Ritorniamo sulla strada parecchi metri più in alto di dove l'avevamo lasciata (da cui anche la faticaccia nello spingere la bici). Svantaggio che si ripaga subito con il raggiungimento dopo pochi colpi di pedale del Lago Bino, secondo obiettivo della gita. Anche il Lago Bino si nasconde all'occhio dell'escursionista distratto poichè a lato del sentiero. Il Lago è formato da due specchi d'acqua, di cui il primo è veramente una pozza. E' un tipico lago di sbarramento e oggi è famoso soprattutto per le bellissime fioriture di ninfee gialle che lo ricoprono quasi interamente quando è stagione. Noi ci siamo consolati con un branco di pesci voracissimi (salmerini ?) che si scannavano per il nostro pane e...per le nostre dita. Dal Lago inizia la serie di "prati" cioè l diverse torbiere che insistono laddove un tempo c'erano le diverse lingue del ghiacciaio che ricopriva questa parte della Val Nure. Troviamo quindi il Prato Mollo (o Pramollo) che ci dischiude il panorama sulle cime alla testata della valle. Da sinistra il Camulara, con il suo evidente circo glaciale, il Ragolino e il Ragola. Alla destra diverse piccole cime emergenti di roccia ofiolitica. Sullo sfondo, oltre il passo dello Zovallo si scorgono il Monte Nero dall'inconfondibile manto scuro di abeti e il Monte Bue con la cima devastata dagli impianti sciistici in disfacimento. Dopo un paio di curve e altri 70-80 metri di dislivello si arriva al Prato Grande, in fondo al quale è situato un nuovo rifugio (Monte Ragola) costruito recentemente dalla Proloco di Ferriere. Il rifugio adesso è chiuso, ipotizzo sia tenuto aperto solo d'estate. Dal prato Grande si potrebbe continuare su facile strada bianca fino al passo dello Zovallo e così riconnettersi poi per la provinciale al passo del tomarlo e quindi alla ciclopista del Penna. Noi invece dobbiamo chiudere il nostro anello e ci dirigiamo in salita tra il Ragolino e il Camulara verso il valico di Prato Bure a circa 1500 metri. Il percorso qui diventa sentiero in buona parte pedalabile. Attraversare il prato grande è una esperienza incredibile e stupefacente: i substrati permeabili delle montagne sovrastanti immagazzinano tantissima acqua nelle falde poco profonde che incontrando a valle un terreno più impermeabile dando origine a delle risorgenze copiose che inondano il prato. Si pedala quindi su un velo di acqua corrente che ricopre interamente la prateria e scende verso valle. Il prato è compatto e la pedalata è molto naturale ma ad una prima occhiata è inspiegabile una tale portata d'acqua proveniente...dal nulla. Il torrente che solca la vallecola infatti viene da noi guadato molti metri dopo essere usciti "dalle acque". Arriviamo a Prato Bure e ci si ripresenta il panorama dell'alta Val Ceno. Il Ragola e il Ragolino sono ancora ammantati di neve e l'ipotesi di risalirne le cime per...ridiscenderle in sella viene riposta in un cassetto per prossime avventure. Dal valico si scende per una carrabile ghiaiata che si abbandona quasi subito per prendere a sinistra una forestale di recente tracciatura (non esiste in nessuna mappa. Si vede solo dalle foto aeree) che taglia in quota il fianco del Camulara fino a ritornare sulla linea di crinale. In breve si ritorna ai Romei non prima di una discesina finale che ci permette di sfogare un pò la voglia di velocità. Una bellissima escursione, tecnicamente adatta a tutti, comunque impegnativa per lunghezza e dislivello (circa 1100 metri di dislivello. Il dato della mia traccia non è attendibile non avendo altimetro barometrico), senza grandi discese adrenaliniche ma che permette di ammirare un posto unico.

Lago Moo, Lago Bino e Monte Ragola


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