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Escursioni - Trips 5-6.06.2010 - Via Francigena in MTB da Fornovo ad Aulla Sono passati 10 giorni ormai da questa bella avventura e ancora le emozioni che riprovo guardando il clip o le foto sono tante. Abbiamo cominciato con un infortunio (in bocca al lupo Nicola) per fortuna meno grave di quanto sembrasse ma poi tutto il resto è filato liscio. Il meteo splendido, la primavera avanzata con la campagna ancora verde, il grano quasi maturo. E poi le prime salite sterrate dopo Terenzo, il panorama sui salti del Diavolo, l'entrata a Cassio per l'antico percorso della Francigena, passando sotto il voltone, proprio come facevano gli antichi pellegrini. E poi ancora Castellonchio, bellissimo, praticamente una fotocopia di Cassio. Arriviamo alla cappellina di San Genesio che domina dall'alto Berceto, scendiamo al Duomo, ci riposiamo nella piazzetta con la vista sull'abside di San Moderanno. Si riparte per i borghi medievali del paese e si ricomincia a salire verso il Tugo, ultime fatiche prima della divertentissima discesa sull'ostello della Cisa, giusto premio dopo una tappa tutta in salita. Ci gustiamo un fine pomeriggio in soddisfatto relax sorseggiando una bella birra ghiacciata facendoci accarezzare dal sole che lentamente scende dietro la Val Manubiola. Per la cena sia aggiungono amici e concludiamo la giornata in bellezza. Il giorno dopo si riparte con calma, la statale della Cisa alle 8 del mattino è deserta, in dieci minuti arriviamo al passo. Saliamo la rampa che sfiora la cappella che domina dall'alto il valico. Passiamo oltre e percorriamo il tratto di sentiero più alto del percorso. Siamo sul confine con la Toscana e tra poco cominceremo decisamente a scendere. Ci buttiamo nella faggeta e scendiamo ammirando spesso le cime dell'Orsaro del Braiola e del Marmagna di fronte a noi, un pò velati da una leggera foschia. Arriviamo al Cucchero: i prati aperti ci invitano ad una sosta per ammirare il panorama a 360 gradi. Ci riempiamo gli occhi e l'anima di questa bellezza che ci si offre gratuitamente, basta saperla cogliere. Ripartiamo, adesso dobbiamo concentrarci sulla guida, si scende decisamente, single track e poi mulattiera insidiosa ci portano in fondovalle: siamo in Lunigiana, una terra ancora intatta, isolata, scomoda, che conquista e si svela piano piano. E' il secondo anno che passiamo di qui nelle nostre traversate, qualcosa vorrà pur dire se ci torniamo sempre. E infatti ecco che ti svela ancora i suoi segreti: un guado selvaggio sul torrente Civasola, nessun aiuto, come i pellegrini che di qui passavano anche noi dobbiamo pagare pegno e mettere il piede in acqua. E poi si attraversano i terrazzamenti coltivati con fatica tra Previdè e Groppodalosio ed ecco la seconda sorpresa: un antico ponte in pietra a schiena d'asino di permette di superare senza fatica il fiume Magra, incassato in una forra sotto di noi. Ci accoglie il castagno, qui ancora coltivato come un tempo, ma presto la poesia lascia spazio alla fatica. Siamo pur sempre prellegrini e quindi iniziamo una lenta e dolente processione in salita per sentieri ripidi e stretti nella fitta vegetazione per giungere a Toplecca. Sosta per il pranzo ma soprattutto per riprendere forza. Si riprende a salire e dopo un altro tratto a spinta si raggiunge in sella il passo della Crocetta. Siamo affacciati su Pontremoli e la media Lunigiana, alle nostre spalle ci lasciamo l'alta valle con i suoi paesi segreti. Ci buttiamo in discesa, o forse siamo semplicemente attirati in basso dalla forza di gravità tanta la fatica fatta per arrivare quassù. Arriviamo a Pontremoli e entriamo in paese dalla porta principale del paese. Poca gente in giro, due tre bancarelle nella piazza cotta dal sole. Serpeggiano le prime voci di ritirata anticipata. Serve una sosta, beviamo (ancora), mangiamo (ancora) e ritornano le forze. E' presto per ritirarsi, Aulla è lontana quasi 40 kilometri ma ci sono altre stazioni nel mezzo, proseguiamo. Attraversiamo il paese semideserto, dopo alcuni kilometri iniziamo a svariare per i borghi medievali di questo tratto del percorso, a Ponticello ci perdiamo nel labirinto di viottoli, magnifico. Arriviamo a Filattiera, un paese bellissimo, anche qui giriamo intorno un pò prima di deciderci ad uscirne e proseguire. Siamo rilassati. Qui il destino ci gioca una scherzo benigno: si sparge la voce che la stazione ferroviaria di Villafranca in Lunigiana sia stata soppressa. A questo punto è necessario arrivare fino ad Aulla. Qualcuno mugugna, ma nessuno insorge. Sarà la nostra fortuna, senza questo episodio non avremmo mai portato a termine la tappa, rimpiangedola. Tra un borgo e l'altro si percorrono sentieri bellissimi, in alcuni tratti anche più belli di quelli appenninici, sempre molto selvaggi. Arriviamo a Villafranca, nessuno cerca la stazione, il destino benigno ci segue dall'alto, si prosegue. Arriviamo a Virgoletta, nel borgo stanno preparando immagini sacre sul selciato con polvere colorata: sembra una scenografia da film. Noi sacrileghi facciamo lo slalom tra le immagini divine salutando gli abitanti al lavoro, una signora ci invita a sostare alla fontana del paese per della "buona acqua fresca": vi ricordate mai di qualcuno che vi abbia fatto una offerta così ? Scendiamo da una scalinata e lasciamo Virgoletta e i suoi abitanti. Ci rituffiamo nel bosco per l'ultima ascesa di giornata. Ancora un pò di spinta e poi è fatta. Si comincia a scendere, buchiamo, sono le 18 e l'ultimo treno non aspetta. Cambiamo la gomma velocemente e ripartiamo, ecco l'ultima sorpresa: le Apuane davanti a noi ci ricordano che questa è pur sempre una traversata e qui siamo ormai nel loro territorio, l'appennino è lontano. L'ultimo scampolo di campagna ci accompagna di nuovo fino alla statale. Qualche colpo di pedale ed ecco l'ultima rampa ci porta alla meta. La stazione di Aulla ci accoglie. Sul treno, dopo pochi minuti di viaggio sentiremo l'altoparlante annunciare tranquillo "siamo in arrivo alla stazione di Villafranca in Lunigiana".... Via Francigena - Fornovo-Aulla
Francigena 2010 from piergiorgio rivara on Vimeo.
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