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Escursioni - Trips

5.09.2010 - Monte Navert (Corniglio)

Il giro del Navert con il CAI di Parma ha visto alla partenza un bel gruppetto di 21 persone più due graditi ospiti da Casale Monferrato, Vittorio e consorte. Il giro si è svolto secondo il solito collaudato rituale fino alla cima, sempre splendida per la sua collocazione al centro delle nostre montagne più alte e più belle. A Casarola abbiamo anche potuto ammirare la coppia di aquile che nidifica sul groppo a picco sul paese vicino di Riana che si libravano in volo altissime. Qui abbiamo anche salutato Vittorio e moglie che avendo fatto il giro il giorno prima decidevano per una variante verso il Caio attraverso il passo del Ticchiano. Purtoppo dopo la sosta un incidente (al sottoscritto) ha guastato la festa costringendo il grosso del gruppo ad un rientro abbreviato e le altre guide CAI agli straordinari per gestire (in modo impeccabile) la mia assistenza e il recupero di tutta la mia ferraglia rovinando la festa. Fortunatamente le conseguenze sono state minime e quindi posso ora riflettere a mente fredda su questo episodio. Non che facendo mtb non capiti mai di cadere, anzi, è abbastanza frequente e quindi si potrebbe obiettare che non vi sia stato nulla di strano in ciò che è accaduto. Invece qualche lezione da imparare c'è sempre. In primis occorre ricordare che il nostro è uno sport pericoloso e quindi la prudenza non è mai troppa. A volte la familiarità con un luogo o una situazione fa passare di mente questo dettaglio, che dettaglio non è. Secondo le protezioni servono, anche in relazione a quanto detto prima, non pensiamo che gomitiere e ginocchiere siano solo appannaggio dei downhillers, le pietre son dure per tutti, oggi ne fanno di morbide e poco ingombranti. Terzo, quando hai responsabilità di conduzione di un gruppo non devi mai rischiare. In questo caso, siccome ormai considero la maggior parte dei ragazzi che erano con me degli amici, ho confuso un attimo i ruoli dimenticandomi il mantra di ogni buona guida mtb che si rispetti che recita: "it is my job not to be the one who breaks his face" (l'ho letto su un manuale americano e se lo dicono gli ammerigà...). Infine prima di una discesa controllate sempre il mezzo, le moderne sospensioni non servono un granchè se non si fanno lavorare. L'altra cosa che ho potuto felicemente constatare è stata la grande efficienza e lucidità dei miei amici accompagnatori del CAI di Parma  che hanno saputo valutare in pochi minuti la situazione, chiamare il 118 e dividersi in maniera tale da fare rientrare il gruppo in sicurezza. Una dimostrazione di cosa vuol dire avere alle spalle una formazione alla gestione delle emergenze e dei gruppi in ambienti montani che il CAI da sempre insegna nei suoi corsi. Non ultimo un doveroso ringraziamento agli operatori dell'elisoccorso del 118 che si prestano in una attività certamente non esente da rischi con grande perizia e umanità e perchè no, a tutti quelli che pagano le tasse e che permettono che questi servizi siano ancora a disposizione di tutti.

La traccia che segue è il giro integrale che avremmo dovuto fare, per gentile concessione di Vittorio che l'aveva fatta il giorno precedente con la moglie.

 

Monte Navert - Parco dei Cento Laghi


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