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Twixl Publisher

Twixl Publisher è una piattaforma che consente di creare app native per smartphone e tablet sia iOS che Android, nonché di gestirne i contenuti.

Si tratta, è bene precisarlo, di una piattaforma creativa per i professionisti che desiderano condividere contenuti che procurino user engagement sul vasto palcoscenico mondiale degli app store.

Una piattaforma creativa, dunque, il cui approccio si articola in quattro passaggi fondamentale: Create, Present, Build, Distribute.

Twixl PublisherLa creazione del contenuto avviene partendo da Adobe InDesign, grazie all’apposito plug-in. Mediante le funzionalità di Adobe InDesign e del plug-in di Twixl Publisher è possibile generare vari layout per smartphone e tablet, incorporare file audio e video negli articoli e inserire elementi interattivi quali link, pulsanti, azioni, animazioni, mappe e altro. Un’app Twixl può anche includere  contenuti responsive HTML e integrare web service. I contenuti, inoltre, possono provenire da sorgenti esterne quali CMS o feed RSS.

Twixl Publisher consente di allestire l’interfaccia della propria app e di organizzare la propria navigazione personalizzata tra le pagine dell’app, ad esempio mediante il “menu hamburger”. La modalità di presentazione è dunque sotto controllo in fase di creazione dell’app. L’app gratuita Twixl consente inoltre di guardare una preview sul proprio dispositivo, durante la fase creativa.

La build dell’app in questo caso non avviene in uno strumento di sviluppo come Xcode: a costruirla è un’applicazione macOS che provvede per l’appunto a eseguire le build delle app native per iOS e Android: solo per smartphone, solo per tablet o per entrambi. L’applicazione salva anche tutti i setting dell’app, per rendere più semplice l’attività di aggiornamento.

La distribuzione avviene con l’ausilio della Twixl Distribution Platform. Le app Twixl sono infatti platform-based: i contenuti sono archiviati sulla Twixl Distribution Platform e vengono inviati all’app quando essa li richiede. Twixl offre comunque anche opzioni per la gestione dei contenuti offline, da calibrare in base alle dimensioni dell’app. L’app può essere resa disponibile per la consultazione anche via browser web. Inoltre, le notifiche push supportano il “deep linking”, per puntare direttamente al contenuto dell’app da mostrare.

Twixl offre strumenti di analytics integrati e, opzionalmente, il tracking mediante Google Analytics.

Nell’ultima versione rilasciata di recente, Twixl Publisher 9, la soluzione ha acquisito nuove funzionalità; le principali sono: la conversione automatica da issue-based ad article-based e la funzione di Advanced Scripting, un modo versatile di determinare quali contenuti di un’app mostrare, basato su un set di regole JavaScript.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di Twixl, a questo link, dove è possibile anche ottenere i contatti dei solution e certified partner per l’Italia.




MailUp fa una panoramica sintetica di quello che si trova nella guida, con un obiettivo: mostrare quanto è semplice portare i propri prodotti sulle piattaforme che tutti noi, intesi come consumatori, utilizziamo quotidianamente.

Nell’ultima puntata della nostra rubrica ti abbiamo parlato delle Messaging Apps. Oggi restringiamo il campo, e applichiamo il canale a un specifico settore: l’ecommerce.

Quello tra e-commerce e Messaging Apps è un’unione che MailUp ha esplorato in una Guida dedicata, che traccia i 5 step con cui gli store online possono mettere a punto una strategia.

In questo
articolo della nostra rubrica facciamo una panoramica sintetica di quello che
troverai nella guida, con un obiettivo: mostrarti quanto è semplice portare i
tuoi prodotti sulle piattaforme che tutti noi, intesi come consumatori,
utilizziamo quotidianamente.

L’attività
di Database Building è il primo step, da condurre grazie a un set di tecniche e
strumenti. Vediamone alcuni, utili a creare da zero la tua audience e poi ad
alimentarla nel tempo:

  • Pop-up form multicanale
    Può essere creato con MailUp in poche e
    semplici operazioni, scegliendo i canali di iscrizione: Facebook Messenger e
    Telegram, oltre Email e SMS.
  • Pulsante sul sito
    Unbottone
    scritto in HTML che, quando l’utente ci clicca, rimanda alla conversazione su
    Facebook Messenger o Telegram.
  • Pulsante sulla pagina Facebook
    Con cui convertire i visitatori della tua pagina Facebook in destinatari.
  • Un visual nella tua pagina Facebook
    La tecnica più creativa, che consiste nel creare un’immagine – da inserire come
    immagine di copertina della tua pagina Facebook, come post o in qualsiasi
    pagina del tuo sito – e che indichi all’utente a iscriversi.
  • Messenger Code
    Con cui gli utenti possono iscriversi
    semplicemente puntando la fotocamera dello smartphone sul QR code, ottenibile
    da Facebook Messenger.

2. Crea un
automatismo

L’
automazione è necessaria quando, ad esempio, l’e-commerce vuole comunicare
tutti i nuovi prodotti in catalogo senza dover, ogni volta, creare ex novo una
campagna e inviarla.

Per rendere
automatica l’operazione basta: creare una sorgente di contenuto, dove sono
custoditi e aggiornati i prodotti del catalogo. Le sorgenti sono di due tipi:

  • URL, cioè il link a un feed RSS o ATOM
  • File (csv, json e zip), dove sono caricati i
    tuoi prodotti.

Ogni
campagna si compone automaticamente e viene inviata quando la sorgente si
aggiorna con nuovi prodotti.

Ricorda inoltre di configurare
la frequenza di invio della campagna automatica. Sono due le opzioni:

  • Quando sono
    disponibili nuovi contenuti
  • Stabilendo un
    preciso intervallo di tempo (per esempio ogni 24 ore, una volta alla settimana,
    ecc.) .

Una volta
creato l’automatismo, è necessario stabilire il layout alla campagna,
scegliendo tra un orientamento verticale e orientamento orizzontale. Ecco come
appariranno le tue campagne automatiche:

Anche in
questo caso, serve un reminder: ricorda sempre di verificare sempre che nel tuo
feed o nel file siano caricati testi e immagini così come vuoi che appaiano nel
messaggio.

4. Lancia
campagne speciali

Fuori dall’automatismo rimangono alcuni appuntamenti stagionali fondamentali per un ecommerce

  • Saldi estivi
  • Saldi di gennaio
  • Le settimane sotto
    Natale
  • Black Friday.

Momenti caldissimi per lo shopping, e irrinunciabili per un ecommerce. Con Messaging Apps è possibile creare un piano di campagne dedicato scegliendo tra una gamma di elementi grafici e di contenuto:

  • Testo
  • Testo e bottone
  • Immagine
  • Video
  • Audio
  • File

Come vedi le
campagne per Messaging Apps coniugano l’immediatezza dell’SMS alla ricchezza
grafica e contenutistica dell’email.

5. Crea un
canale Telegram per i clienti fedeli
Non c’è canale migliore di Telegram per per
creare cluster differenziati di destinatari. Perché allora non creare un gruppo
interamente dedicato a offerte, collezioni e promozioni da indirizzare ai
clienti gold?

Ecco le
operazioni:

  1. Seleziona i clienti che negli ultimi 12 mesi
    fanno registrare i livelli maggiori di spesa e di frequenza d’acquisto
  2. Invia loro un’email che presenti il progetto
    loyalty del canale Telegram, con una call to action che rimanda
    all’iscrizione al canale Telegram
  3. Crea un piano di campagne speciali dedicate a
    una selezione di prodotti, con relativi sconti e promozioni.

È tutto, ti diamo appuntamento al prossimo
tip della nostra rubrica. Buon Digital Marketing!


Dopo aver letto la mia guida su come creare una Web radio, hai messo in pratica le mie indicazioni e hai creato la tua stazione radiofonica online. Con il passare del tempo, non solo sei riuscito a coinvolgere nel tuo progetto altre persone e creare un palinsesto radiofonico ricco di programmi ma anche ad attirare i primi ascoltatori. Per ampliare ulteriormente il tuo pubblico e consentire l’ascolto dei singoli programmi senza vincoli d’orario, hai deciso di creare anche una sezione dedicata ai podcast.

Se le cose stanno effettivamente così ma non hai la benché minima idea su come riuscire nel tuo intento, lascia che sia io a darti una mano e spiegarti come creare un podcast. Se mi dedichi pochi minuti del tuo tempo libero, oltre a fornirti alcuni consigli utili per avviare al meglio la tua carriera da podcaster, ti illustrerò la procedura dettaglia per registrare un podcast, caricarlo online e distribuirlo su piattaforme come Spotify e iTunes.

Come dici? È proprio quello che volevi sapere? Allora non indugiare oltre e approfondisci sùbito l’argomento. Mettiti comodo, prenditi tutto il tempo che ritieni opportuno e dedicati alla lettura dei prossimi paragrafi. Segui attentamente le indicazioni che sto per darti e ti assicuro che, mettendole in pratica, riuscirai a creare i tuoi podcast e a pubblicarli su Internet. Buona lettura e in bocca al lupo per tutto!

Indice

Creare un podcast di successo

Podcast

Prima di entrare nel vivo di questo tutorial e spiegarti come creare un podcast, lascia che ti dia alcuni consigli utili per iniziare con il piede giusto e tentare di realizzare un podcast di successo.

Se ancora non l’hai fatto, il primo consiglio che voglio darti è quello di scegliere un argomento del quale ti consideri un esperto o un settore del quale sei appassionato. Inoltre, per capire quali sono gli argomenti più interessanti del momento, potresti usare Google Trends, uno strumento gratuito di Google che permette di analizzare i dati provenienti dalle ricerche fatte dagli utenti sul celebre motore di ricerca, per capire quali sono le tematiche più cercate.

Dopo aver scelto il settore nel quale "operare", stabilisci la durata del tuo podcast e crea il tuo calendario editoriale scegliendo la data e l’orario di pubblicazione, in modo tale da dare un appuntamento fisso ai tuoi ascoltatori. Scegli, quindi, se creare dei podcast in diretta con la possibilità di interagire con gli utenti in ascolto o se affidarti alle registrazioni: in entrambi i casi, però, è fondamentale creare una scaletta per ottimizzare i tempi e affrontare tutti gli argomenti previsti.

Se la tua intenzione è caricare i tuoi podcast sul tuo sito Web, non escludere la possibilità di ampliare il tuo pubblico affidandoti anche a piattaforme di distribuzione dei podcast, come iTunes e Spotify. Se, invece, non hai un sito Web, scegli con cura la piattaforma sulla quale caricare i tuoi podcast, analizzando i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna.

Per quanto riguarda l’attrezzatura, nonostante oggigiorno sia possibile creare un podcast anche con il proprio smartphone, se ne hai la possibilità, ti consiglio di prendere in considerazione l’acquisto di un microfono professionale che consenta di registrare un audio impeccabile e senza rumori di sottofondo.

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Creare un podcast gratis

Se ti stai chiedendo se è possibile creare un podcast gratis, sarai contento di sapere che la risposta è affermativa. Esistono, infatti, diverse soluzioni per creare un podcast audio a costo zero: puoi affidarti ai programmi da installare sul computer e che consentono di registrare la propria voce o scegliere una piattaforma online per creare podcast in tempo reale.

Creare un podcast con Audacity

Audacity

Audacity è un programma che non solo consente di registrare la propria voce, ma che si propone come uno dei migliori editor audio a costo zero. Permette anche di modificare tutti i principali formati di file audio, applicando effetti e correzioni a questi ultimi.

Per scaricarlo sul tuo computer, collegati al suo sito Web ufficiale, clicca sulla voce Download e seleziona l’opzione di tuo interesse tra Audacity for Windows e Audacity for macOS, a seconda del sistema operativo installato sul tuo computer. A scaricamento completato, se hai un PC Windows, fai doppio clic sul file audacity-win-[versione].exe, premi sul pulsante per consentire al programma di apportare modifiche al computer e seleziona Italiano (o la lingua di tuo interesse) tramite l’apposito menu a tendina.

Adesso, clicca sul pulsante Avanti per quattro volte consecutive, premi sulla voce Installa per avviare l’installazione e attendi che la barra d’avanzamento raggiunga il 100%, dopodiché clicca sui pulsanti Avanti e Fine, per chiudere la finestra e completare l’installazione.

Se, invece, hai un Mac, apri il pacchetto dmg scaricato poc’anzi e trascina Audacity nella cartella Applicazioni di macOS, dopodiché fai clic destro sull’icona del programma e seleziona la voce Apri dal menu che compare per avviare il software ed evitare le restrizioni di macOS per le applicazioni provenienti da sviluppatori non certificati (operazione necessaria solo al primo avvio). Per la procedura dettaglia, puoi leggere la mia guida su come scaricare Audacity.

Audacity Mac

Adesso sei pronto per creare un podcast con Audacity. Per farlo, avvia il programma, assicurati che accanto all’icona del microfono sia selezionata la sorgente audio di tuo interesse, scegli se effettuare una registrazione mono o stereo selezionando l’opzione di tuo interesse tramite l’apposito menu a tendina e clicca sul pulsante Registra (l’icona del tondo rosso), per avviare la registrazione (assicurandoti di selezionare il dispositivo di input audio che preferisci dall’apposito menu a tendina).

Per interrompere la registrazione, premi sul pulsante Ferma (l’icona del quadrato) e fai clic sul pulsante ▶︎ per ascoltare il podcast appena registrato. Per salvare la registrazione sul tuo computer, clicca sulle voci File ed Esporta come e scegli una delle opzioni d’esportazione rapida tra Esporta come MP3, Esporta come WAV ed Esporta come OGG.

In alternativa, scegli la voce Esporta audio, inserisci il nome del file nel campo Salva col nome, scegli il formato audio d’esportazione tramite il menu a tendina Tipo di file e clicca sul pulsante Salva per salvare il podcast registrato sul tuo computer.

Ti segnalo, però, che per esportare l’audio in formato MP3 avrai bisogno di un plugin esterno, LAME MP3, che è disponibile gratuitamente per Windows e macOS: te ne ho parlato più in dettaglio nella mia guida su come usare Audacity. Ti consiglio altresì di leggere il mio tutorial su come migliorare la voce registrata con Audacity, per scoprire come rendere migliori le tue registrazioni.

Creare un podcast con GarageBand

Creare podcast su GarageBand

GarageBand è un programma professionale sviluppato da Apple e installato "di serie" sulla maggior parte dei Mac (se sul tuo Mac non c’è, puoi scaricarlo gratuitamente dal Mac App Store), destinato principalmente alla produzione musicale. Tra le sue numerose funzionalità, consente di creare anche podcast con una certa semplicità.

Per registrare un podcast con GarageBand, avvia il programma, seleziona la voce Nuovo progetto, scegli l’opzione Voce e clicca sul pulsante Scegli per accedere all’editor del software. Nella nuova schermata visualizzata, individua il box Impostazioni registrazioni e assicurati che accanto alla voce Ingresso sia selezionato il microfono che intendi utilizzare per la registrazione del podcast.

GarageBand

Adesso, seleziona l’opzione Voice nella sezione Libreria e scegli una delle opzioni disponibili per impostare la tonalità di voce (Fuzz vocal, Narration vocal, Natural vocal, Bright vocal ecc.) e scegliere se applicare eventuali effetti (Deeper vocal, Delay vocal, Robot vocal, Megaphone vocal, Monster vocal ecc.).

Dopo aver impostato il microfono e regolato le impostazioni di tuo interesse, sei pronto per creare il tuo primo podcast. Per avviare la registrazione, fai clic sul pulsante Registra (l’icona del tondo rosso), mentre per interromperla (anche momentaneamente) premi sul pulsante Interrompi (l’icona del quadrato).

Per salvare il podcast sul tuo computer, fai clic sulla voce Condividi visibile nella barra dei menu, in alto, e scegli l’opzione Esporta brano su disco dal menu che compare. Nella nuova finestra visualizzata, apponi il segno di spunta accanto al formato audio di tuo interesse (AAC, MP3, AIFF e WAVE), imposta la qualità del file tramite il menu a tendina Qualità e inserisci il nome del podcast nel campo Salva con nome.

Infine, specifica la cartella di salvataggio, clicca sul pulsante Esporta per salvare il podcast e il gioco è fatto. Per saperne di più, ti lascio alla mia guida su come usare GarageBand.

Altri programmi per creare podcast

Free Audio Editor

Se le soluzioni che ti ho presentato prima non ti hanno soddisfatto e vuoi conoscere altri programmi per creare podcast, devi sapere che puoi affidarti a un qualsiasi software per registrare audio: eccone alcuni che puoi prendere in considerazione.

  • AVS Audio Editor (Windows): un valido software per la creazione di podcast che consente di catturare l’audio da qualsiasi fonte, come microfono, giradischi e altri ingressi della scheda audio. Inoltre, permette di applicare effetti, filtri e tagli e di eliminare i suoni fastidiosi. Consente di esportare i file registrati in tutti i principali file audio (MP3, ALAC, FLAC, WAV, M4A, WMA, AAC, MP2, AMR, OGG ecc.).
  • Free Audio Editor (Windows): è un altro valido programma open source per registrare la voce e creare podcast. Supporta tutti i principali file audio (MP3, WAV, AAC, AC3, M4A, MP2, OGG e WMA ecc.) e consente anche l’attività di post-produzione, con la possibilità di applicare modifiche e correzioni al podcast registrato in precedenza.

Creare podcast con Spreaker

Spreaker

Se non vuoi affidarti ai programmi per creare podcast come Audacity o GarageBand, devi sapere che esistono piattaforme come Spreaker che consentono di caricare un file audio precedentemente registrato e di realizzare podcast in diretta online.

Prima di illustrarti la procedura dettagliata per creare un podcast su Spreaker, ti sarà utile sapere che la versione gratuita del servizio consente di creare podcast dal vivo di durata massima di 15 minuti e con un limite d’archiviazione di 5 ore/mese.

Se non vuoi limitazioni e hai la necessità di personalizzare il feed RSS del podcast (utile per la distribuzione di quest’ultimo su piattaforme come Spotify e iTunes), è necessario attivare un abbonamento scegliendo una delle soluzioni disponibili.

  • On air talent (7 euro/mese o 5,50 euro/mese con fatturazione annuale): permette di creare podcast dal vivo di durata massima di 45 minuti con uno spazio d’archiviazione di 100 ore/mese. Consente di monetizzare i podcast e di personalizzare i feed RSS.
  • Broadcaster (20 euro/mese o 18 euro/mese con fatturazione annuale): oltre a offrire tutti i vantaggi del piano On air talent (con uno spazio d’archiviazione pari a 500 ore/mese e la possibilità di fare podcast dal vivo di durata massima pari a 3 ore) permette anche di accedere a una sezione dedicata alle statistiche dei propri podcast.
  • Anchorman (50 euro/mese o 45 euro/mese con fatturazione annuale): offre tutti i vantaggi del piano Broadcaster, con la possibilità di creare podcast dal vivo di durata massima pari a 5 ore con uno spazio d’archiviazione di 1.500 ore/mese.

Se ritieni Spreaker la soluzione più adatta alle tue esigenze, collegati alla pagina principale del servizio, clicca sul pulsante Registrati che si trova in alto a destra e inserisci i tuoi dati nei campi Name, Email e Password, dopodiché apponi i segni di spunta richiesti per verificare la tua identità e accettare le condizioni del servizio e premi sul pulsante Registrati.

Accedi, quindi, alla tua casella di posta elettronica, individua l’email inviata da Spreaker e clicca sul pulsante Verifica il tuo indirizzo email, per verificare la tua identità e completare la registrazione.

Adesso sei pronto per creare il tuo primo podcast con Spreaker. Per farlo, scegli la voce Crea collocata in alto a destra e, nella nuova pagina aperta, scegli una delle opzioni disponibili: Carica il tuo podcast per caricare il file audio del podcast che hai precedentemente registrato; Registra o trasmetti per creare un un podcast in diretta o registrarlo con Spreaker (previa download del software gratuito Spreaker Studio) e Importa il tuo podcast per caricare un podcast su Spreaker tramite feed RSS.

Creare podcast su Spreaker

Nel primo caso, seleziona lo show (il contenitore dei singoli podcast) tramite il menu a tendina Seleziona uno show (se non ne hai ancora creato uno, puoi farlo cliccando sulla voce Tutti gli show visibile nella barra laterale a sinistra), clicca sul box visibile sotto la voce Scegli il file che vuoi caricare, seleziona il file audio di tuo interesse e premi sul pulsante Carica.

Completato il caricamento del podcast, inserisci tutte le informazioni richieste (Titolo, Descrizione, Tags, Visibilità ecc.) e clicca sui pulsanti Pubblica adesso e Sì, pubblica, per pubblicare il podcast su Spreaker.

Se, invece, hai scelto l’opzione Registra o trasmetti, clicca sul pulsante Scarica adesso per scaricare Spreaker Studio sul tuo computer, segui le indicazioni per completare l’installazione e avvia il software. Al primo accesso, clicca sul pulsante Accedi con Spreaker, inserisci i dati del tuo account nei campi Email e Password e premi sul pulsante Accedi.

Adesso, tutto quello che devi fare per creare un podcast è cliccare sul pulsante Inizia e scegliere l’opzione Live per trasmettere in diretta. In alternativa, premi sul pulsante Offline per registrare il podcast e caricarlo successivamente su Spreaker.

Come dici? Vorresti pubblicare un podcast su Spreaker tramite feed RSS? In tal caso, devi prima creare un feed RSS per il podcast e, successivamente, scegliere le opzioni Crea e Importa il tuo podcast. Nella nuova pagina aperta, inserisci il link del feed RSS del tuo podcast nel campo Incolla qui il il link del tuo feed RSS, clicca sul pulsante Invia link e il gioco è fatto.

Creare un feed RSS per podcast

Feedburner

Creare un feed RSS per podcast è una procedura utile agli utenti che desiderano pubblicare un podcast sul propio sito Web e, successivamente, distribuirlo gratuitamente su piattaforme come Spotify, iTunes o caricarlo su Spreaker o servizi analoghi.

Se questo è il tuo caso, per prima cosa, pubblica il podcast sul tuo sito Web e copiane il feed RSS (ti basta copiare l’URL della pagina nella quale hai pubblicato il podcast e aggiungere /feed in coda). Adesso, collegati al sito Web di Feedburner, un servizio gratuito di proprietà di Google che permette di creare facilmente dei feed RSS, e accedi con il tuo account Google.

Nella nuova schermata visualizzata, incolla l’URL copiato poc’anzi nel campo Burn a feed right this instant, apponi il segno di spunta accanto all’opzione I am a podcaster e clicca sul pulsante Next. Se lo desideri, associa un nome e un indirizzo al tuo feed, inserendoli nei campi Feed Title e Feed Address, dopodiché clicca sul pulsante Next e il gioco è fatto.

Adesso, tutto quello che devi fare è annotare l’URL del feed RSS appena creato, utile sia per creare un podcast su Spotify e iTunes che per importare un podcast su Spreaker tramite feed RSS. Per saperne di più, ti lascio alla mia guida su come registrarsi e usare Feedburner.

Creare un podcast su Spotify

Spotify podcast

Se la tua intenzione è creare un podcast su Spotify, devi sapere che il celebre servizio di streaming musicale consente esclusivamente di distribuire un podcast tramite il suo feed RSS.

Completata la registrazione del tuo podcast e la creazione del feed RSS seguendo le indicazioni che ti ho fornito nei paragrafi precedenti, collegati al sito ufficiale di Spotify for Podcasters, clicca sul pulsante Login, inserisci i dati del tuo account nei campi Indirizzo email o username e Password e premi sul pulsante Accedi. Se, invece, non hai ancora un account su Spotify, scegli l’opzione Iscriviti a Spotify e segui le indicazioni mostrate a schermo per crearne uno.

Dopo aver effettuato l’accesso alla piattaforma Spotify for Podcasters con il tuo account, assicurati di aver selezionato l’opzione Add your podcast e clicca sul pulsante Get started, dopodiché inserisci il link RSS del tuo podcast nel campo Link to RSS feed e premi sul pulsante Next.

Caricare podcast su Spotify

Adesso, clicca sul pulsante Send a code per ricevere un codice di 8 cifre all’indirizzo email associato al link RSS del tuo podcast. Accedi, quindi, alla tua casella di posta elettronica, individua l’email inviata da Spotify e copia il codice contenuto al suo interno (ha validità di un’ora), dopodiché inseriscilo nel campo Verification code e premi sul pulsante Next.

Nella nuova schermata visualizzata, inserisci le informazioni del tuo podcast: per prima cosa, seleziona il paese di tuo interesse tramite il menu a tendina Where your podcast is made? e specifica la lingua del podcast premendo sulla voce Select language, dopodiché apponi il segno di spunta accanto alla piattaforma usata per caricare il podcast (Podomatic, Spreaker, Other ecc.), specificane la categoria tramite il menu a tendina Select category e clicca sul pulsante Next.

Infine, clicca sul pulsante Submit, per inviare il tuo podcast e il gioco è fatto. Non appena quest’ultimo verrà approvato, sarà disponibile su Spotify nel giro di poche ore. Per approfondire l’argomento, puoi dare un’occhiata alla mia guida su come caricare podcast su Spotify.

Creare un podcast su iTunes

Podcast iTunes

Così come indicato in precedenza per Spotify, anche su iTunes non è possibile pubblicare direttamente un podcast, ma esclusivamente distribuirlo tramite il suo feed RSS.

Per procedere, collegati al sito Web di iTunes Connet, effettua l’accesso con il tuo ID Apple inserendone i dati nei campi ID Apple e Password e premi sull’icona della freccia rivolta verso destra per accedere. Nella nuova schermata visualizzata, clicca sulla voce Podcasts Connect e inserisci nuovamente i dati associati al tuo ID Apple nei campi appositi.

Adesso, se è la prima volta che utilizzi il servizio, apponi il segno di spunta accanto alla voce Ho letto e accetto i Termini di servizio di cui sopra e clicca sul pulsante Accetta, dopodiché inserisci l’URL del feed RSS del tuo podcast nel campo URL e premi sul pulsante Convalida per verificare che il tuo podcast disponga di tutte le informazioni necessarie (es. titolo, tag, descrizione, immagine di copertina).

Convalidare podcast su iTunes

Se la convalida è andata a buon fine, visualizzerai il messaggio Pronto per l’invio sotto la voce Stato. Clicca, quindi, sul pulsante Invia e il gioco è fatto. Non appena il tuo podcast sarà approvato e pubblicato (occorrono circa 2 giorni), riceverai un’email di conferma. In alternativa, nella sezione Podcasts Connect, puoi cliccare sull’opzione I miei podcast che si trova in alto a sinistra per verificare lo stato di ogni singolo podcast inviato.

Ti sarà utile sapere che puoi distribuire un podcast su iTunes anche affidandoti a piattaforme come Spreaker (attivando un piano a pagamento) e Podomatic che, oltre a consentire la creazione di un podcast (anche in diretta), permettono di pubblicarlo automaticamente su piattaforme esterne, compreso Apple Podcasts.


MailUp ha realizzato un vademecum per guidare gli store online a un approccio di Marketing Conversazionale

Sai quanto cresce lo shopping da mobile in Italia? Del 32% anno su anno. E questo cosa significa? Che gli e-commerce devono saper “aggredire” i canali mobile per eccellenza: le Messaging Apps. Per guidare gli store online a un approccio di Marketing Conversazionale, MailUp ha realizzato la guida Messaging Apps per gli E-commerce, dove sono tracciate le 5 operazioni con cui mettere a punto un’efficace strategia ritagliata sulle Messaging Apps.

Ecco una panoramica dei temi toccati nella Guida

 


1. La raccolta dei contatti

Le tecniche e gli strumenti sono di vario tipo. Vediamone alcuni, con cui creare un database da zero e alimentarlo nel tempo:

° Pop-up form da inserire nel tuo sito

° Pulsante in HTML sul sito che rimanda all’iscrizione

° Pulsante sulla pagina Facebook, per convertire i visitatori in nuovi iscritti

° Visual, digitale o su carta stampata, che promuova l’iscrizione al canale

° Messenger Code, cioè il QR code che, se inquadrato, innesca l’iscrizione.


2. Crea un automatismo

Immagina di inviare una campagna a ogni nuovo arrivo nel tuo catalogo, in automatico, senza nemmeno un clic. È possibile, anzi, consigliabile: per automatizzare le operazioni, il primo step è la creazione di una sorgente di contenuto, dove sono custoditi e aggiornati i prodotti del tuo catalogo. Sono due le tipologie di sorgente: URL (cioè il link a un feed RSS o ATOM) oppure File (csv, json e zip).

3. Definisci il layout della campagna

Arriviamo allo step successivo: la definizione del layout della campagna automatica. Il bello del canale messaging è che consente di miscelare l’incisività di un SMS alla ricchezza grafica e di contenuto di un’email.

4. Lancia campagne speciali

Oltre alle campagne automatiche, esistono per le aziende alcune occasioni durante l’anno da sfruttare con campagne speciali: saldi estivi, saldi di gennaio, le settimane sotto Natale, il Black Friday. Appuntamenti stagionali di cruciale importanza per gli e-commerce.

5. Crea un canale per i clienti fedeli

C’è un canale che è perfetto per fidelizzare: Telegram, dove è possibile creare una corsia preferenziale per tutti i clienti gold del tuo e-commerce, a cui indirizzare offerte speciali e sconti esclusivi. Ecco le operazioni consigliate:

1. Seleziona i clienti con il maggior livello di spesa e frequenza d’acquisto

2. Invia loro un’email che presenti il progetto loyalty del canale Telegram

3. Crea un piano di campagne messaging dedicate, con prodotti selezionati e coupon.

Questa è solo un’anteprima della Guida. Non ti resta che scaricarla e creare la tua prima strategia per Messaging Apps. Buona lettura!


La televisione di stato ha aperto i battenti di Rai Cultura, nuova soluzione Web pensata per accorpare tutta la produzione culturale della Rai in un’offerta facilmente accessibile al grande pubblico.

La divisione Web della Rai ha di recente inaugurato
un nuovo portale telematico all’insegno della cultura, una piattaforma pensata
per accorpare – e promuovere – l’accesso al vasto catalogo culturale della
televisione pubblica italiana accanto a una produzione ad-hoc. L’offerta di Rai Cultura è decisamente ricca, e
vengono proposte diverse soluzioni per
seguire i percorsi tematici o i diversi tipi di produzione
(visiva o anche solo
contenutistica) a disposizione del pubblico.

La pagina principale di Rai Cultura accoglie il visitatore con il canonico slider dei contenuti in evidenza, mentre i link veloci proposti subito in basso permettono di accedere velocemente alle otto aree tematiche in cui è suddivisa l’offerta complessiva del portale: Arte, Letteratura, Storia, Musica, Cinema, Teatro e Danza, Filosofia, Scienza.

Rai Cultura - 1

Le singole aree
tematiche accorpano il materiale già
presente nell’archivio audiovisivo Rai
digitalizzato sulla piattaforma RaiPlay, e diversamente
dalle trasmissioni in diretta
è necessario registrare un account gratuito –
o accedere tramite social network – per poter visionare il suddetto materiale.

Rai Cultura - 2

Per quanto riguarda
la produzione originale, invece, dall’icona “simil-hamburger” in alto a
sinistra è possibile accedere in ogni
momento alle sezioni
Accadde oggi per il
diario dei grandi eventi del passato, Webdoc per i documentari
Web inerenti i grandi personaggi, i fatti e gli eventi, Agenda Culturale per la
segnalazione di festival e incontri culturali, gli Speciali e le Gallery fotografiche
esclusive. A eccezione di Accadde oggi, in ogni sezione l’utente ha la
possibilità di impostare filtri per personalizzare l’elenco dei contenuti in
riferimento alla data e all’area tematica di interesse.

Rai Cultura - 3

Tutto considerato,
il portale di Rai Cultura si presenta come
un servizio ben strutturato, facile da
navigare e letteralmente strapieno di contenuti
per un gran numero di temi
e argomenti in grado di appassionare gli specialisti come il grande pubblico di
spettatori comuni.

Rai Cultura - 4

L’unica mancanza che, al momento, ci sentiamo di sottolineare, è l’assenza di un feed RSS o di un equivalente strumento avanzato con cui poter seguire a totale piacimento dell’utente la produzione originale del portale. L’alternativa, decisamente mediocre e ben poco “culturale” per un servizio così ben fatto, consiste nel seguire giornalmente il feed dei post quotidiani della pagina Facebook di Rai Cultura.

PCProfessionale © riproduzione riservata.


Twitter ha deciso di identificare e limitare i tweet che infrangono le sue regole ma che provengono da fonti importanti e di pubblico interesse, come i profili delle personalità politiche, affinché ci sia un equilibrio tra la libertà di espressione e la responsabilità di ciò che viene comunicato attraverso l’uso del social. In questi casi, il social network oscurerà il tweet, ma non lo cancellerà permettendo agli utenti, di fatto, di leggerlo cliccando sopra al tweet parzialmente nascosto.


Lo ha comunicato in un post sul suo blog, nel quale ha anche identificato le regole e le modalità con le quali i tweet verranno filtrati.


 


Politici con più di 100.000 follower


I profili interessati sono quelli che rappresentano un funzionario governativo, una personalità in corsa per una carica pubblica oppure in attesa di occupare una posizione governativa. I profili devono inoltre avere più di 100.000 follower e devono essere stati verificati da Twitter che, ricordiamo, significa che i profili sono di interesse pubblico e sono autentici.


I tweet “limitati” verranno coperti da un avviso che può essere rimosso cliccando su “mostra” e nel quale verrà comunicato che “le regole di Twitter sul comportamento abusivo si applicano a questo tweet. Tuttavia, Twitter ha stabilito che potrebbe essere nell'interesse del pubblico che il tweet rimanga disponibile.



 


La decisione spetterà a moderatori umani


A stabilire l’attivazione dell’avviso non sarà un algoritmo, ma un team di Twitter composto da personale della divisione Trust and Safety, delle politiche pubbliche e dell’ufficio legale.


Se il team di Twitter deciderà per l’avviso, il tweet incriminato con comparirà nei risultati di ricerca sicura, non verrà mostrato nella timeline tra i Top Tweet, sarà escluso dalle pagine relative agli eventi in diretta, nelle notifiche push dei tweet raccomandati e nella scheda delle notifiche nell’Esplora di Twitter.


I tweet pubblicati prima del 27 giugno non verranno controllati e Twitter non è in grado di predire quando userà per la prima volta il nuovo filtro munito di avviso.


 


Perché è nato questo "avviso"?


La misura è nata probabilmente dalle critiche ricevute da Twitter circa il permesso accordato ai politici di pubblicare sul social contenuti che sarebbero stati rimossi se fossero stati pubblicati da un utente comune. Nel suo post, Twitter non fa mistero della visione che ha portato ad attivare il filtraggio dei tweet di interesse pubblico: “Per la natura delle loro posizioni, questi leader [politici] hanno un'influenza eccessiva e talvolta dicono cose che potrebbero essere considerate controverse […]” Il primo pensiero corre inevitabilmente al presidente americano Donald Trump, che già in passato ha accusato le aziende tecnologiche di favorire i liberali e che spesso usa toni molto ruvidi nei propri tweet. Anche politici italiani ed europei, naturalmente, potrebbero essere coinvolti dalla nuova politica.


Twitter, ovviamente, non circoscrive ad alcun nome politico la sua decisione, però bada a evidenziare nell’introduzione al post che “ci sono casi, come le minacce dirette di violenza o le chiamate a commettere violenza contro un individuo, che difficilmente possono essere considerati nell'interesse pubblico.


In un’intervista a Fox Business di mercoledì, ben prima dell'annuncio del social network, Donald Trump ha affermato che “[su Twitter] è per me molto difficile fare circolare il mio messaggio.” La Casa Bianca non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale, tuttavia un portavoce di Trump ha detto che la Casa Bianca sta pianificando un vertice sui social media per l’11 luglio, senza però avere identificato i partecipanti.




Dopo averne parlato con il tuo migliore amico, avete concordato che alcuni argomenti che avete affrontato in forma scritta sul vostro blog, avrebbero maggiore successo se pubblicati sotto forma di podcast. Per questo motivo, hai deciso non solo di creare una sezione del sito Web dedicata ai contenuti audio e di pubblicare anche i podcast in questione su Spotify, celebre piattaforma di streaming musicale che, tra i suoi contenuti, ospita anche i podcast, dando ad essi notevole visibilità. Essendo, però, questa un’operazione che non hai mai fatto prima, non hai la benché minima idea su come riuscire nel tuo intento e, dunque, ti chiedi se posso darti una mano. Ma certo che sì, ci mancherebbe altro!

Se mi dedichi qualche minuto del tuo tempo libero, posso spiegarti come caricare podcast su Spotify indicandoti tutte le soluzioni a tua disposizione. Per prima cosa, ti elencherò alcune piattaforme che consentono di caricare automaticamente i propri contenuti audio su Spotify, dopodiché ti mostrerò la procedura dettagliata per pubblicare un podcast su Spotify tramite Spotify for Podcaster, la piattaforma per la pubblicazione dei contenuti audio sul celebre servizio di streaming musicale, che sfrutta i link RSS.

Se sei d’accordo, dunque, non perdiamo altro tempo in chiacchiere e passiamo sùbito all’azione. Mettiti bello comodo, ritagliati cinque minuti di tempo libero per leggere i prossimi paragrafi e segui attentamente le indicazioni che sto per darti. Ti assicuro che, mettendo in pratica le mie “dritte”, riuscirai a caricare i tuoi podcast su Spotify e cercare di ottenere un numero sempre maggiore di ascoltatori. A me non resta altro da fare, se non augurarti buona lettura e farti un grosso in bocca al lupo per tutto!

Indice

Informazioni preliminari

Spotify

Prima di entrare nel vivo di questa guida e spiegarti come caricare un podcast su Spotify, è necessario fare una doverosa premessa. Infatti, devi sapere che sul celebre servizio di streaming musicale non è possibile caricare direttamente il file audio di un podcast ma è consentito pubblicare soltanto il feed RSS dello stesso.

Questo significa che, per poter pubblicare un podcast su Spotify, è prima necessario creare un feed RSS che lo contenga, scegliendo una delle possibili soluzioni disponibili.

  • Creare il feed RSS manualmente: è la soluzione per chi ha un proprio sito Web sul quale carica direttamente i propri podcast. Tramite programmi o servizi online (es. Feedburner), è possibile creare il proprio feed RSS da caricare, successivamente, sulla piattaforma Spotify for Podcasters.
  • Usare piattaforme per creare podcast: è la soluzione ideale per chi vuole pubblicare con semplicità il proprio podcast su Spotify. Alcune piattaforme consentono di distribuire automaticamente il proprio podcast su Spotify senza dover inviare quest’ultimo tramite la piattaforma Spotify for Podcasters.

Se ti stai chiedendo quali sono i costi per caricare un podcast su Spotify, devi sapere che è possibile pubblicare un contenuto sul celebre servizio di streaming musicale senza mettere mano al portafoglio. Tuttavia, va detto che alcune piattaforme online per la creazione dei podcast richiedono l’attivazione di un piano a pagamento per la distribuzione automatica di questi ultimi su Spotify.

Caricare un podcast su Spotify automaticamente

Come accennato in precedenza, caricare un podcast su Spotify automaticamente affidandosi a una delle piattaforme per la creazione dei podcast è la soluzione più pratica e veloce per promuovere il proprio contenuto sul celebre sevizio di streaming musicale.

Tramite Podomatic

Inviare podcast Podomatic su Spotify

Podomatic è una piattaforma dedicata ai podcast, la quale consente sia di caricare i propri file audio dal computer che di creare eventi in diretta. Il suo piano gratuito permette di avere a disposizione uno spazio d’archiviazione di 500 MB, un traffico mensile pari a 15 GB e la possibilità di inviare automaticamente i propri podcast a piattaforme esterne, come Spotify, Apple Podcasts e Google Podcasts.

Per creare un podcast su Podomatic, collegati al sito ufficiale del servizio e clicca sul pulsante Login, per accedere al tuo account. Se non hai ancora un account, scegli l’opzione Join us, clicca sul pulsante Sign up with email, inserisci i tuoi dati nei campi Name ed Email e premi sul pulsante Next.

Nella nuova pagina aperta, crea una password da associare al tuo account, inserendola nei campi Password e Confirm password, apponi il segno di spunta accanto alla voce Non sono un robot e clicca sul pulsante Done, per completare la registrazione.

Per pubblicare il tuo primo podcast su Podomatic, premi quindi sulla voce Create visibile nel menu principale del tuo account, clicca sul pulsante Add files e seleziona il file audio da caricare, dopodiché scegli l’opzione Start upload, per avviarne il caricamento, e attendi che la barra d’avanzamento raggiunga il 100%.

Podomatic

Nella sezione Enter a title and description, inserisci il titolo e la descrizione del podcast nei campi appositi, clicca sul pulsante Scegli file per caricare un’immagine da usare come immagine di copertina del tuo contenuto audio e seleziona una delle opzioni disponibili tra Talk e Music, a indicare la tipologia di podcast che stai caricando (se talk show o show musicale).

Dopo aver inserito tutte le informazioni richieste, clicca sui pulsanti Publish this episode e No thanks, just publish, per pubblicare il podcast su Podomatic. Dopodiché clicca sulla voce Create, seleziona l’opzione Manage e scegli la voce Settings. Nella nuova pagina aperta, seleziona la scheda Directories, individua l’opzione Spotify e clicca sul pulsante Submit to Spotify.

Assicurati, quindi, che tutti i dati indicati nella sezione Submission Checklist siano stati inseriti correttamente e premi sulla voce Submit podcast, per inviare il tuo podcast: non appena quest’ultimo sarà approvato dallo staff di Spotify, sarà automaticamente disponibile sul celebre servizio di streaming musicale.

Tramite Spreaker

Inviare podcast Spreaker su Spotify

Se sei disposto a mettere mano al portafoglio per caricare un podcast su Spotify, ti consiglio di affidarti a Spreaker. Se non ne hai mai sentito parlare, è una piattaforma gratuita che consente di pubblicare i propri podcast in Rete. Attivando uno dei piani a pagamento, è possibile anche impostare la condivisione automatica dei propri podcast su Spotify e altre piattaforma dedicate (es. Apple Podcasts, Google Podcasts, iHeartMedia, TuneIn ecc.).

Se ritieni questa la soluzione più adatta alle tue esigenze, collegati alla pagina principale di Spreaker e clicca sul pulsante Registrati, che si trova in alto a destra. Nella nuova schermata visualizzata, inserisci quindi i tuoi dati nei campi Name, Email e Password, apponi i segni di spunta richiesti per verificare la tua identità e accettare le condizioni del servizio e premi sul pulsante Registrati.

Per completare la registrazione, accedi alla tua casella di posta elettronica, individua l’email inviata da Spreaker e clicca sul pulsante Verifica il tuo indirizzo email. Adesso, seleziona l’opzione Piani e prezzi (in alto a destra) e scegli il piano di tuo interesse tra quelli disponibili.

  • On air talent (7 euro/mese o 5,50 euro/mese con fatturazione annuale): ha un limite d’archiviazione di 100 ore/mese e consente di fare podcast dal vivo di durata massima di 45 minuti. Inoltre, consente anche la monetizzazione dei podcast e la personalizzazione dei feed RSS (funzione essenziale per la pubblicazione manuale dei podcast su Spotify tramite Spotify for Podcaster).
  • Broadcaster (20 euro/mese o 18 euro/mese con fatturazione annuale): oltre a consentire la monetizzazione dei podcast e la personalizzazione dei feed RSS, permette di accedere a una sezione dedicata alle statistiche avanzate. Offre 500 ore d’archiviazione al mese e permette di fare podcast in diretta fino a 3 ore.
  • Anchorman (50 euro/mese o 45 euro/mese con fatturazione annuale): offre tutti i vantaggi del piano Broadcaster con uno spazio d’archiviazione pari a 1.500 ore/mese e la possibilità di fare podcast dal vivo di durata massima pari a 5 ore.

Scelto il piano più adatto alle tue esigenze, clicca sul relativo pulsante Passa a pro, scegli se attivare la fatturazione mensile o la fatturazione annuale, inserisci i dati della tua carta di credito nei campi appositi e premi sul pulsante Procedi, per completare l’acquisto.

In alternativa, se preferiti pagare con PayPal, seleziona l’opzione Preferisco acquistare il piano selezionato con PayPal visibile in fondo alla pagina e segui le indicazioni mostrate a schermo per completare l’attivazione del piano scelto.

Adesso sei pronto per caricare un podcast su Spreaker. Prima, però, devi creare il tuo primo show (che non è altro che un contenitore di podcast). Per procedere, clicca sulla tua foto che si trova in alto a destra (o sull’icona dell’omino se non hai personalizzato il tuo account), scegli l’opzione Pannello di controllo, dopodiché clicca sulla voce Crea un nuovo show e inserisci i dati richiesti nei campi Titolo, Lingua e Categoria (Notizie, Sport, Cultura, Tecnologia ecc.).

Spreaker

Se lo desideri, inserisci anche una descrizione dello show nel campo apposito, carica un’immagine e un’immagine di copertina e premi sul pulsante Crea, per creare lo show. Nella nuova pagina aperta, clicca sulla voce Carica episodi, scegli il file audio del podcast da caricare e attendi che la barra d’avanzamento raggiunga il 100%.

Adesso, fai clic sull’icona della matita per modificare le informazioni del podcast appena caricato e inseriscine i dati nei campi Titolo, Descrizione e Tags, dopodiché assicurati che nella sezione Visibilità sia selezionata l’opzione Pubblica e clicca sul pulsante Carica una nuova immagine, per associare un’immagine al podcast.

Per pubblicare il podcast su Spreaker, clicca sui pulsanti Pubblica adesso e Sì, pubblica, dopodiché seleziona l’opzione Distribuzione comparsa nella barra laterale a sinistra, premi sull’icona della freccia relativa a Spotify e clicca sul pulsante Invia. Se tutto è andato a buon fine, visualizzerai il messaggio Il tuo show è stato inviato a Spotify ed è in attesa di approvazione.

Non appena il tuo podcast sarà approvato (solitamente in poche ore, ma potrebbero passare anche alcuni giorni), potrai visualizzare l’URL nel box Spotify della sezione Distribuzione.

Caricare podcast su Spotify manualmente

Spotify podcast

Se hai optato per la creazione manuale di un feed RSS o ti sei affidato a una piattaforma che consente di ottenere e personalizzare il feed RSS di un podcast, per caricarlo su Spotify devi accedere alla piattaforma Spotify for Podcasters.

Collegati, quindi, al sito ufficiale di Spotify for Podcasters, clicca sul pulsante Login che si trova in alto a destra, inserisci i dati del tuo account Spotify nei campi Indirizzo email o username e Password e premi sul pulsante Accedi.

Se, invece, non hai ancora un account su Spotify, scegli l’opzione Iscriviti a Spotify, compila il modulo di registrazione inserendo i tuoi dati nei campi Email, Password, Come ti dobbiamo chiamare? (con il tuo nome) e Data di nascita, specifica il tuo genere d’appartenenza, apponendo il segno di spunta accanto a una delle opzioni disponibili tra Uomo, Donna e Non binario. Dopodiché metti i segni di spunta richiesti per verificare la tua identità e accettare le condizioni del sevizio. Per completare la registrazione, clicca poi sul pulsante Iscriviti.

Dopo aver effettuato l’accesso alla piattaforma Spotify for Podcasters con il tuo account, premi sul pulsante Get Started, inserisci il link RSS del tuo podcast nel campo Link to RSS feed e clicca sul pulsante Next.

Caricare podcast su Spotify

Nella nuova pagina aperta, premi sulla voce Send code per ricevere un codice di 8 cifre all’indirizzo email associato al link RSS del tuo podcast. Accedi, quindi, alla tua casella di posta elettronica e individua l’email inviata da Spotify, dopodiché copia il codice contenuto al suo interno (ha validità di un’ora), inseriscilo nel campo Verification code e clicca sul pulsante Next.

Nella schermata Tell us more about your podcast, seleziona l’opzione Italy (o comunque l’opzione relativa al paese di tuo interesse) tramite il menu a tendina Where your podcast is made?, specifica la lingua del podcast premendo sulla voce Select language e seleziona la piattaforma che hai usato per caricare il tuo podcast (Anchor, Castos, iVoox, Podomatic, Spreaker, Other ecc.) tramite il menu a tendina Select hosting provider.

Adesso, specifica la categoria del podcast selezionando quella di tuo interesse (Educational, Music, Games, Comedy, News e politics ecc.) tramite il menu a tendina Select category e premi sul pulsante Next. Infine, assicurati che i dati visibili a schermo siano corretti e clicca sul pulsante Submit, per inviare il tuo podcast.

Il messaggio Nice! We got your podcast ti confermerà che il tuo podcast è stato correttamente inviato e, se questo verrà approvato, sarà disponibile su Spotify nel giro di poche ore. Più facile di così?


Se stai cercando un nuovo lavoro, ti consigliamo di consultare questo elenco dei migliori siti per la ricerca di lavoro sul web

Se stai cercando  lavoro, ti consigliamo di consultare questo elenco dei migliori siti di ricerca di lavoro sul web per il 2019. Questi strumenti di ricerca offrono caratteristiche uniche e possono semplificare i tuoi sforzi di ricerca occupazionale in modo che i siano più produttivi. Ognuna di queste piattaforme ti aiuterà a localizzare la tua ricerca, trovare nuove posizioni interessanti correlate alla tua esperienza e ai tuoi interessi e a trovare un impiego in un’ampia varietà di settori.

migliori siti per la ricerca lavoro 2019

Migliori siti ricerca lavoro 2019

Cercare lavoro o un nuovo lavoro è un’attività che è diventata più complessa, da una parte la lunga crisi che stiamo attraversando, dall’altro la specializzazione sempre più definita che le aziende cercano: insomma ci sono meno offerte di lavoro più specifiche. Per questo diventa fondamentale saper usare gli strumenti che il mondo digitale ci mette a disposizione e rivolgersi ai siti affidabili per la ricerca lavoro. Non è semplice districarsi anche perché motori di ricerca e siti che offrono annunci di lavoro ce ne sono tanti. Qui trovate una lista dei migliori siti di ricerca di lavoro del 2019

Monster lavoro

Monster Lavoro

Monster è uno dei più affidabili siti di ricerca di lavoro sul web a livello internazionale. Anche se alcune delle sue funzioni sono state ridotte negli ultimi anni a causa della mancanza di un buoni filtri e di troppi messaggi da parte di reclutatori spammer, è comunque un sito importante su cui condurre una ricerca di lavoro. Puoi restringere la ricerca per posizione, parole chiave e datore di lavoro; inoltre, Monster ha molti extra, inclusi avvisi di ricerca di lavoro e pubblicazione di CV online.

I datori di lavoro possono anche utilizzare Monster per trovare dipendenti e in generale il portale risulta uno strumento utile per coloro che cercano di espandere il proprio “repertorio” di assunzioni, trovare un nuovo impiegato a tempo pieno o a progetto, o raccogliere un pool di potenziali candidati per una posizione.

Indeed Lavoro

migliori siti per la ricerca lavoro: Indeed

Indeed è un motore di ricerca di lavoro serio, con la possibilità di compilare un curriculum e inviarlo per l’indicizzazione per le ricerche effettuate dai datori di lavoro in base a parole chiave e altro ancora, indubbiamente uno dei migliori siti di ricerca lavoro. La piattaforma permette di scoprire infatti un’ampia varietà di lavori e offre campi di ricerca che normalmente non si trovano nella maggior parte dei siti di ricerca di lavoro e fa un buon lavoro nel rendere le proprie funzionalità di ricerca di lavoro il più semplici possibile. Puoi iscriverti agli avvisi di lavoro via email; puoi impostarli per una determinata parola chiave, posizione geoggrafica, stipendio e molto altro ancora.

Inoltre, Indeed rende semplice possibile tenere traccia dei lavori che hai cercato; tutto ciò che devi fare è creare un profilo (gratuito) e ogni lavoro per cui hai dimostrato interesse verrà salvato nel tuo profilo.

Infine, puoi creare avvisi giornalieri e settimanali con le notifiche che arrivano nella casella di posta; i criteri includono: titolo, posizione, requisiti salariali e set di abilità.

 

Trovo Lavoro Corriere della Sera

migliori siti per la ricerca lavoro

Trovolavoro.it è il sito di online recruitment di Corriere.it.  In particolare ai Candidati viene offerta la possibilità di consultare il database di offerte di lavoro secondo criteri di ricerca semplici o avanzati, sottoscrivere i feed rss per visualizzare le ultime offerte pubblicate; salvare le offerte di particolare interesse per poterle visualizzare in ogni momento; salvare le ricerche e ricevere direttamente via email le nuove offerte che corrispondono ai criteri di ricerca selezionati; allegare fino a 5 curriculum e 5 lettere di presentazione per rispondere velocemente alle offerte di lavoro; ricevere le offerte su misura per ognuno dei 5 profili che è possibile completare; essere ricercati direttamente dalle Aziende e farsi mandare via email le singole offerte personalizzate. Il Corriere della Sera è uno dei più grandi aggregatori di annunci di lavoro e con Trovo Lavoro ha aggiunto la dimensione digitale a quelli che erano i classici annunci di ricerca personale.

 

Infojobs offerte di lavoro

migliori siti per la ricerca lavoro InfoJobs

Presente in Italia dal 2004,  InfoJobs nasce dall’esperienza di InfoJobs.net, la società spagnola di e-recruitment leader in Europa per traffico Internet, numero di offerte e CV in banca dati. InfoJobs fa parte con Subito del gruppo internazionale Adevinta. In Italia InfoJobs e Subito raggiungono 13 milioni di utenti unici ogni mese ovvero un terzo degli italiani connessi ad internetInfoJobs da supporto alle aziende nel processo di selezione dei CV e nella ricerca dei talenti per le posizioni aperte e guida i candidati nella ricerca dell’opportunità lavorativa più in linea con il proprio profilo. Le sue funzioni e la ricchezza dell’offerta lo pongono tra i migliori siti per la ricerca di lavoro.

 

Miojob  Repubblica

migliori siti per la ricerca lavoro MiooJob

MioJob è il sito per la ricerca di lavoro del Quotidiano Repubblica. Questo sito è tra i migliori siti per la ricerca di lavoro perché affianca d una serie di filtri ben definiti anche la possibilità di calcolare la busta paga, di verificare la correttezza del proprio stipendio in base alla propria posizione lavorativa. Altro plus è l’intervento dei giornalisti del quotidiano con articoli che consigliano le strategie migliori per la ricerca di un lavoro e fanno il punto sull’andamento del mercato e dell’economia

LinkedIn

migliori siti per la ricerca lavoro: Likedin

Migliori siti per la ricerca lavoro: LinkedIn

LinkedIn combina il meglio di due mondi: la capacità di setacciare internet per trovare lavori con il suo motore di ricerca e l’opportunità di fare rete con amici e persone affini per approfondire la ricerca di lavoro, per questo è uno migliori siti di ricerca lavoro disponibili.

Le offerte di lavoro di LinkedIn sono di altissima qualità e, se sei connesso a qualcuno che già conosce quella particolare azienda che offre il lavoro a cui sei interessato, hai un modo per entrare in contatto prima ancora di inviare il curriculum.

Craiglist

Craiglist

Ci sono tanti i tipi di lavoro interessanti su Craigslist. In Italia purtroppo la selezione è ancora limitata, ma le cose potrebbero cambiare a breve. Per provarlo, basta impostare la propria città e guardare nelle sezioni specifiche per le offerte di lavoro.

È inoltre possibile impostare vari feed RSS relativi a qualsiasi lavoro che si sta cercando, in qualsiasi posizione.

CareerBuilder

Tra i migliori siti di ricerca di lavoro, non poteva mancare CareerBuilder. Il portale offre la possibilità di trovare un lavoro, pubblicare un curriculum, creare avvisi di lavoro, ottenere consigli sul lavoro e risorse lavorative, cercare fiere e molto altro ancora. Si tratta di uno strumento che offre molte risorse valide per chi cerca lavoro.

Secondo il sito web, infatti, oltre 24 milioni di utenti unici al mese visitano CareerBuilder per trovare nuovi posti di lavoro e ottenere consulenza professionale e offerte di lavoro in oltre 60 paesi in tutto il mondo.

Job24 offerte di lavoro

Job 24 era il sito do annunci di lavoro del Sole 24 Ore, ora il servizio non esiste più, purtroppo. Job24 era sezione del Sole 24 ORE dedicata a chi vuol fare carriera, a chi vuol cambiare lavoro e a chi è al primo impiego. Offriva anche la possibilità di  Inoltrare il CV ad aziende di selezionate, ma ora il servizio non è più disponibile.

Le Agenzie per il Lavoro

C’è anche un’altra strda da seguire, quella delle agenzie di lavoro che offrono molte opportunità lavorative dirette o anche come lavoro interinale. Per avere accesso alle offerte di lavoro di queste agenzie bisogna andare direttamente su loro siti e registrarsi, caricare il proprio curriculum ed esaminare le offerte di lavoro già pubblicate.

Qui le principali agenzie di lavoro diffuse in Italia:

Adecco
Gi Group
Manpower
Randstad
Umana




I televisori di oggi hanno all’interno un vero sistema operativo, Tizen nel caso di Samsung, WebOS nel caso di LG e Android TV nel caso dei Sony. Dispositivi che sono esposti sulla rete, che come ogni altro prodotto possono essere attaccati da malware e virus.



Samsung mette le mani avanti: è possibile un attacco, e proprio per questo si deve usare un antivirus. Sui TV italiani, come sui TV di tutto il mondo, esiste proprio un motore antivirus interno che effettua la scansione degli oltre 11.000 files del sistema operativo e dei dispositivi connessi, quindi eventuali server di rete o chiavette USB, e controlla se tra questi ci sono file che corrispondono a minacce note.



Noi ci abbiamo provato, usando un database di malware scaricato da internet, ma di questi non ne è stato riconosciuto nessuno: Tizen cerca probabilmente una serie di malware specifici pensati per le smart TV. Malware che magari non sono noti ai più, ma che esistono e rappresentano minacce.


Per poter accedere alla scansione dei virus sui TV Samsung bisogna andare su Generali, Smart Security e Selezionare Esegui Scansione: dopo qualche minuto arriva la risposta.



Può sembrare esagerato avere un antivirus sulla TV, e resta da chiedersi se la decisione di Samsung di inserire un antivirus nel TV sia dovuto ad un qualcosa di serio che gli utenti ignorano, o se sia solo un eccesso di prudenza.


Oppure, più probabile, il frutto di un accordo commerciale con McAfee, che fornisce la suite antivirus anche sugli altri prodotti dell’azienda coreana. Se ci fosse realmente una minaccia malware l’antivirus avrebbe una protezione sempre attiva, non sarebbe certo uno strumento che l’utente periodicamente deve eseguire, un po’ come si faceva ai vecchi tempi con i primi computer.