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Nuova release di uno dei tool di personalizzazione del desktop di Windows più apprezzati dagli utenti, che ora permette di sfruttare l’accelerazione hardware con tutti i vantaggi prestazionali correlati.

Il codice di Rainmeter 4.3 ha finalmente raggiunto lo
stadio di release finale ideale per tutti gli utenti, con una versione che apre
le porte all’uso dell’accelerazione
hardware a sui PC dotati di una GPU dedicata
sufficientemente moderna.

Che cosa sia Rainmeter
è presto detto: il software offre la possibilità di personalizzare in maniera “estrema” il desktop di Windows tramite
un sistema integrato di “skin”, sostituendo sfondo, Taskbar e Systray con scenari
animati in continuo movimento, contatori personalizzati sullo stato
dell’hardware, feed RSS, visualizzatori audio e molto, molto altro ancora.

La principale novità di Rainmeter 4.3 è
certamente il passaggio dal vecchio
engine grafico di Windows (GDI+) a Direct2D
, API molto più moderna e capace
prima di tutto di sfruttare la GPU del sistema per accelerare i calcoli
necessari alla gestione del desktop personalizzato.

L’accelerazione hardware è al momento disabilitata di default, dicono gli sviluppatori, per meglio identificare eventuali problemi con il passaggio da GDI+ a Direct2D. Le librerie D2D offrono anche altre funzionalità aggiuntive, che i programmatori si riservano di sfruttare a fondo nelle prossime versioni. Ulteriori novità di Rainmeter 4.3 includono infine una nuova funzionalità “Container”, bugfix e miglioramenti alla compatibilità con i driver audio.

Pagina ufficiale del download di Rainmeter 4.3 per Windows 7-10

PCProfessionale © riproduzione riservata.

Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.


"Le persone sono su Twitter per vedere e parlare di ciò che accade in tempo reale. È facile condividere un’idea twittando ma lo vogliamo rendere ancora più semplice e far condividere agli utenti ciò che vedono con foto e video. Twitter vuole aiutare gli utenti a catturare ciò che vedono e condividerlo con l’audience giusta.


Con queste parole, Keith Coleman, vicepresidente di Consumer Product di Twitter, ha introdotto la rivisitazione che il social network americano ha fatto per introdurre una più semplice condivisione di foto e video.


Così, oltre al raddoppio di caratteri, dai canonici 140 siamo passati in tempi recenti a 280, Twitter cerca di battagliare con questa nuova funzione con gli altri social più ‘visual’ come Snapchat e Instagram.



Cosa troveremo in questo aggiornamento? Un migliorato accesso rapido alla fotocamera e, aprendo l'applicazione e scorrendo verso sinistra, apparirà la modalità videocamera così da poter scattare una foto e twittare istantaneamente


Inoltre, con geolocalizzazione attivata, l’app suggerirà immediatamente hashtag e posizione: questa opzione sarà disponibile durante grandi eventi sportivi e non, al momento disponibile solo negli Stati Uniti, più avanti si estenderà nel resto del mondo.


In un mondo dove ormai il traffico web passa per più del 50% su dispositivi mobile è necessario avere velocità e semplicità di condivisone per quelli che sono i contenuti più visti: foto e video.




Volete provare anche voi Telegram? Ecco come fare

Avete sentito parlare di Telegram e volete provare anche voi questa applicazione di messaggistica? In questo articolo vi illustreremo come installare e configurare Telegram per smartphone Android e iOs.

Prima di tutto dovete sapere che sul vostro smartphone possono coesistere più applicazioni di messaggistica quindi non dovrete disinstallare WhatsApp per provare Telegram o una qualsiasi app per scambiare messaggi con amici e parenti. Questo significa anche che potrete installare Telegram sul vostro telefono e ritornare sui vostri passi in qualsiasi momento, cancellando persino il vostro account in pochi e semplici passaggi.

iscriviti al nostro canale Telegram cliccando qui

Installare l’applicazione Telegram Ufficiale

L’applicazione ufficiale è una sola (oltre a Telegram X), quella che vi stiamo per linkare qui sotto. Procedete quindi al download cliccando sull’app corrispondente al vostro sistema operativo (Uploaded Picture per iPhone, Uploaded Picture per tutti gli altri smartphone). L’applicazione è totalmente gratuita, senza pubblicità e senza acquisti in app quindi non temete e procedete al download cliccando sul riquadro inerente al vostro smartphone (il primo per iPhone, il secondo per smartphone Android).




Cliccando su questi specchietti verrete rimandati al vostro store, procedete cliccando su Installa o Ottieni e attendete pochi instanti che l’applicazione venga scaricata e installata sul vostro dispositivo. Trascorso il tempo necessario, è ora di lanciare l’app e configurarla! Per sapere come fare, procedete oltre nell’articolo.

Come configurare Telegram

Terminato il download, è tempo di aprire l’applicazione. Cliccare quindi sull’icona dell’applicazione (aeroplanino di carta color bianco su sfondo azzurro) o sulla scritta Apri all’interno dello store.

Ora che l’app è stata aperta, basterà cliccare sul tasto Inizia a Messaggiare e immettere il vostro numero preceduto dal prefisso internazionale (+39 per l’Italia). Terminato questo processo, cliccare sulla spunta in alto a destra a forma di V per procedere.

A questo punto, vi arriverà un SMS sul numero di telefono che avete inserito nel passaggio precedente, inserire il codice a 5 cifre nella schermata di Telegram e automaticamente verrete portati ad una nuova sezione.

come-scaricare-e-usare-telegram

Qui dovrete inserire Nome (obbligatorio), Cognome (facoltativo) e immagine profilo (facoltativa). Una volta inseriti i dati, cliccare sulla spunta bianca presente in alto a destra a forma di V.

Leggere ed Accettare i Termini di servizio dell’applicazione cliccando su Accetta.

Ora dovrete dare l’accesso a tutti i vostri contatti all’app, così riuscirà a indicarvi quali contatti della vostra rubrica dispongono di Telegram. Cliccanre quindi su Continua. Se necessario dovrete dare nuovamente il consenso all’app per accedere ai contatti e in più anche a foto, video e contenuti multimediali.

come-configurare-telegram

Telegram vi richiederà di recarvi nelle impostazioni del vostro telefono per consentire all’app stessa di essere visualizzata nella schermata di blocco (per poter rispondere alla chiamate e video chiamate). Cliccare sulla scritta Impostazioni e date il permesso all’app.

Finito! Ora avete installato e configurato correttamente Telegram! Adesso vedremo come avviare una chat con un amico o un parente.

Iniziare una chat su Telegram

iniziare-ad-usare-telegram

Per iniziare ad usare Telegram per scambiare messaggi, foto e video non dovrete far altro che cliccare sull’icona a forma di matita bianca su sfondo azzurro presente in basso a destra o, se avete un iPhone, sull’icona in alto a destra rappresentante una matita su un quadrato (la classica icona per comporre anche su WhatsApp).

Cliccando sull’icona vi troverete davanti a tutti i vostri contatti che dispongono di Telegram. Per iniziare a messaggiare vi basterà cliccare sul nome della persona e digitare del testo!

Sempre nella stessa sezione, potete decidere se iniziare una chat segreta o una chat di gruppo.

Telegram offre davvero tantissime possibilità e funzioni, per molti aspetti è molto più completa di WhatsApp grazie alla sua possibilità di mandare video messaggi, usare i bot e molto altro. In questo articolo ci siamo limitati a spiegarvi come installare Telegram, presto pubblicheremo nuovi articoli dove spiegheremo come usare al massimo questa applicazione di messaggistica istantanea, vi consigliamo quindi di seguire il nostro feed rss o di attivare le notifiche con il nostro blog per essere avvisati con una piccola notifica (su computer o su smartphone) quando un articolo viene pubblicato.


Fernando Diana
Fernando Diana

Il Gruppo Editoriale Citynews diventa il fornitore di news di Bixby, l’assistente vocale di Samsung che, da pochi giorni, è ufficialmente disponibile anche in lingua italiana.

Studiato per adattarsi agli utenti, imparando dalla loro routine, al fine di soddisfare le loro esigenze, Bixby è disponibile al momento sugli smartphone S10, S10+, S10e, note9, S9 e S9+ e presto sarà disponibile anche sui modelli note 8, S8 e S8+. L’intelligenza artificiale di Samsung, che si attiva al comando “Hi Bixby”, alla richiesta dell’utente di essere informato sulle ultime notizie o sugli eventi della città in cui si trova, sarà capace di restituire le informazioni richieste attingendo in tempo reale al Feed RSS degli oltre 1.200 contenuti prodotti quotidianamente dalle 49 edizioni del Gruppo Citynews, riporta il comunicato stampa.

«La partnership editoriale con Samsung rientra in un più ampio quadro di iniziative e sperimentazioni in ambito Intelligenza Artificiale che Citynews sta portando avanti da oltre un anno – afferma Fernando Diana, Ceo del Gruppo Editoriale. – Investire in maniera costante in innovazione tecnologica, sperimentando nuove modalità di interfaccia tra uomo e tecnologia, può aprirci le porte verso nuove categorie di potenziali lettori, nuovi contesti di utilizzo e allo stesso tempo verso nuovi mercati. Questo progetto, inoltre, rientra in un’ottica più ampia di Audio Strategy che consentirà al nostro Gruppo Editoriale di coinvolgere e testare altri canali per la distribuzione dei nostri contenuti, superando quindi le frontiere tradizionali dell’editoria digitale».


il richiedente dal 12/02/2019 al 12/03/2019 (ore 12:00 – termine perentorio):

1. entra nella pagina internet:

http://www.regione.veneto.it/istruzione/borsedistudioweb

2. va nella parte: RISERVATO AL RICHIEDENTE;

3. apre il file ISTRUZIONI e le legge attentamente;

4. clicca sul link DOMANDA;

5. compila tutti i campi del Modulo web di domanda seguendo le Istruzioni

riportate sopra ogni campo;

6. invia la domanda alla scuola cliccando sul pulsante “Invia alla scuola”;

7. riceve in automatico il codice identificativo della domanda;

8. si reca presso l’Istituzione scolastica con la seguente documentazione:

– documento di identità/riconoscimento valido;

– (se cittadino non comunitario) titolo di soggiorno valido;

– codice identificativo della domanda;

o invia all’Istituzione Scolastica, nei modi previsti nelle Istruzioni (fax– raccomandata–e-mail–PEC), copia della suddetta documentazione, nonché la domanda firmata;

l’Istituzione Scolastica dal 12/02/2019 al 25/03/2019 (ore 12:00 – termine perentorio):

1. recupera la domanda del richiedente;

2. conferma o meno alcuni dati dichiarati dal richiedente;

3. invia la domanda alla Regione cliccando sul pulsante “Invia alla Regione”.

COSA FARE SE NON SI POSSIEDE UN COMPUTER CON COLLEGAMENTO AD INTERNET?

Ci si può recare, previo appuntamento, presso gli Uffici Regionali per le Relazioni con il Pubblico (U.R.P.), ai seguenti indirizzi:

BELLUNO Via Caffi, 33 – Tel. 0437-946262 – Fax. 0437-946267

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

PADOVA Corso Milano, 20 –Tel. 049-8778163 – Fax. 049-8778165

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ROVIGO Viale della Pace, 1/d –Tel. 0425-397422

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

TREVISO Viale A. De Gasperi, 1 – Tel. 0422-657575 – Fax. 0422-657574

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VERONA Piazzale Cadorna, 2 – Tel. 045-8676636 – Fax 045-8676617

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

VICENZA Contrà Mure di S. Rocco, 51 – Tel. 0444-337985 – Fax. 0444-

337988

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

o direttamente presso le Scuole.

COME SARA’ RIPARTITA LA BORSA DI STUDIO?

L’importo della Borsa di Studio, di misura non inferiore a € 200,00 e non

superiore a € 500,00, sarà determinato in base alle domande validamente

pervenute alla Regione e le risorse disponibili.

COME SARA’ PAGATA LA BORSA DI STUDIO?

La Borsa di Studio sarà erogata dal MIUR, sulla base dell’elenco dei beneficiari,

trasmesso dalla Regione, mediante il sistema dei bonifici domiciliati.

Per informazioni, telefonare ai seguenti numeri: 041 2795056 – 2795973 – 2795036 – 270 5732

(locandinainformazioni in allegato)


Webdesign – Programmierung

(Comune di Este)









Le giornate sono sempre ricche di impegni e muoversi in macchina spesso è la soluzione migliore per chi ha tanti appuntamenti da rispettare. Ma come evitare strade trafficate, incidenti, code?

Abbiamo pensato noi ad una possibile soluzione.

Sfruttando il feed RSS che il CCISS (Centro di Coordinamento delle Informazioni sulla Sicurezza Stradale) pubblica sul suo sito web, abbiamo creato dei canali telegram divisi per grandi città
Poiché il feed non ha URL associati agli avvisi e IFTTT (app terza che permette l’automazione degli avvisi su Telegram) li richiede, è stato necessario rivedere il codice tramite l’aiuto dell’amico Andrea Borruso.

Poiché spesso chi non usa il mezzo privato, usa la ferrovia per spostarsi, abbiamo integrato anche le informazioni sulla viabilità ferroviaria.

Che aspettate ad iscrivervi ai canali Telegram?

Palermo: https://t.me/mobilitapalermo

Catania: https://t.me/trafficoemobilitacatania

Roma: https://t.me/mobilitaroma

Milano: https://t.me/mobilitamilano

Genova: https://t.me/mobilitagenova

Firenze: https://t.me/mobilitafirenze

Torino: https://t.me/Trafficoeviabilitatorino

Se volete includere altre città o avete suggerimenti per permettere di ottimizzare i canali siamo a completa disposizione.

Andrea borrusocataniaccissGenovainfo trafficomilanopalermoromatelegramtorinotraffico cataniatraffico milanotraffico palermotraffico romaviabilità stradale







Sembra che il Mate 20 Pro rimarrà lo smartphone portabandiera di Huawei per tutto il Mobile World Congress e oltre. L'azienda cinese ha annunciato con un tweet che il P30 sarà svelato a Parigi il 26 marzo.


Huawei torna quindi nella capitale francese per “riscrivere le regole”, come recitano lo slogan e il corrispondente hashtag diffuso sui social. Accanto alla eloquente didascalia, un breve video che cattura gli edifici simbolo della città, tra cui la Torre Eiffel, l’Arc de Triomphe e Notre Dame, inquadrandoli poi con un improvviso zoom. 



Allora non è impensabile che Huawei abbia operato qualche miglioria alla fotocamera del P30 da questo punto di vista, con nuove funzionalità di zoom. D’altronde il P20 Pro aveva stupito con il suo triplo modulo lo scorso anno ed è facile immaginare che il reparto fotografico resterà di capitale importanza per il P30.


Per quanto riguarda le altre caratteristiche, i leak sono stati relativamente contenuti in queste settimane - anche se siamo certi che presto le notizie inizieranno ad aumentare. Qualcosa però già si sa, come per esempio il fatto che la versione europea del P30 potrebbe avere un modulo 5G, per una gamma composta ancora una volta da due dispositivi.



Un P30 con schermo OLED da 6,21 pollici e un P30 Pro con schermo da 6,5 pollici, entrambi con tacca a goccia (soluzione piuttosto elegante già adottata da OnePlus con il 6T).


I render realizzati da OnLeaks per 91Mobiles mostrano inoltre la presenza del Jack Audio, che appare quantomeno curioso visto e considerato che né il P20 Pro né il Mate 20 Pro lo possedevano. 


Non sarebbe la prima volta che un’azienda ritorna sui propri passi da questo punto di vista. HTC ha riportato il jack sul suo U12 Life. Ma è difficile pensare che Huawei possa fare lo stesso con il suo portabandiera.




Mercoledì 13 Febbraio 2019,
Se è vero che la fetta di mercato occupata da Bing è solo una piccolissima parte di quella di Google, per alcune ricerche e per alcuni portali web può essere interessante come alternativa per trovare traffico e clienti col proprio sito. Di fatto, segnalare i singoli URL è un’alternativa alla classica scansione del feed RSS del sito o della sua sitemap XML, che – come noto – viene monitorata solo ogni tanto (ad esempio massimo una o due volte al giorno). Non avere una sitemap aggiornata o sincronizzata, in questi termini, può essere un problema per il fatto che i risultati di ricerca sembreranno più vecchi, e questo (ad esempio in caso di contenuti aggiornati o di nuovi prodotti da inserire prioritariamente tra i risultati in SERP) può essere un problema concreto.

Lo strumento di segnalazione massiva di URL, di fatto, permette...


Davide Dattoli è un uomo che va dritto al punto senza usare perifrasi. E' troppo mosso dalla fretta di tagliare il traguardo per svicolare. Le radici c'entrano in tutto questo: «Essere partiti da Brescia ci ha dato quella praticità e voglia di fare che ha poi permesso di realizzare i nostri piani», confessa. E' cresciuto in una terra di concretezza ed imprenditoria, due sostantivi che del resto viaggiano in combinata. Racconta la sua storia con normalità. E' cofondatore e Ceo di Talent Garden, la più grande piattaforma di formazione e networking in Europa. Un'officina di talenti del digitale che operano in spazi condivisi (di co-working appunto), contaminandosi. Talent Garden accoglie startupper, professionisti, freelance e aziende vere e proprie, si va da Uber a Tesla, Google, Deliveroo, Poste Italiane, Eni. E' presente in otto Paesi con 23 campus, le aziende coinvolte sono 500 e i talenti 3500. E' il numero uno in Europa. Ma la scalata internazionale non si ferma. Anzi.

Piattaforma, laboratorio, azienda. Come definire Talent Garden?

«Un'azienda-piattaforma che connette i talenti e ne supporta la crescita in Europa nel mondo digitale. La nostra missione è quella di cambiare un poco l'ecosistema digitale europeo, che dal punto di vista di Pil rappresenta il 4%, ma crediamo che nei prossimi 10 anni diventerà una parte fondamentale».

La sua più grande intuizione?

«L'aver messo l'uomo al centro di tutto, aver colto la necessità di creare spazi fisici dove favorire le sinapsi fra individui, in un mondo sempre più digitale il tornare alla fisicità, al prendersi un caffè insieme diventa la vera sfida di oggi. Avere un giardino di talenti , un luogo dove le persone possono crescere assieme è l'unico modo per affrontare il futuro. Sono sempre esistiti luoghi di aggregazione di talenti, si chiamavano corti, accademie, caffè letterari, distretti industriali. Alla fine, solo uomo, solo nuovi talenti possono creare un nuovo Rinascimento».

In attesa del Rinascimento, ora che fase stiamo o staremmo vivendo?

«Siamo al Medioevo digitale, con pochi centri che accolgono i talenti migliori e tutt'intorno parecchio casino».

Talent Garden piantò il suo primo germoglio in piena crisi economica.

«Le crisi portano sempre opportunità».

Dove avete il vostro quartier generale?

«A Milano, tuttavia anche Torino è molto importante, grazie all'accordo con Fondazione Agnelli è diventato uno dei punti principali, con un campus di 350 persone. Il bacino torinese è molto vivo. In giugno abbiamo fatto un evento che si chiama Connected City, riflettendo su come la città del futuro evolverà basandosi sui dati. È di fatto una call europea, lanciata ora ma aperta tutto l'anno, impegnata a raccogliere e supportare le migliori idee di startup e di progetti innovativi sul tema dei dati per migliorare la città».

E la mente corre al torinese Carlo Ratti.

«Che subito ci diede una mano. A partire dalla concezione di questa sede milanese in via Calabiana, è stato il suo studio a reinventare i nostri spazi di lavoro».

Quante persone lavorano in un campus?

«Da un minimo di 250 a un massimo di 500. Non sono solo luoghi di coworking, anche di formazione con Talent Garden Innovation School: ad oggi, nella sola Milano, siamo arrivati a formare circa 500 ragazzi all'anno».

Formati in cosa esattamente?

«Sui temi delle nuove professioni del digitale. Sviluppatori software, esperti di marketing digitale, esperti di dati e user experience, e la cosa bella è che, nel corso di 2 o 3 mesi dopo la fine del corso, il 98% di loro trova un lavoro. Formiamo con queste competenze anche i manager: 2500 ogni anno».

Corsi brevi, dunque.

«E molto focalizzati. Periodicamente rianalizziamo il mercato del digitale. Vediamo quali sono le professioni più richieste e costruiamo percorsi professionali ad hoc».

Le migliaia di talenti coinvolti cosa hanno in comune?

«Una grande passione per il proprio lavoro».

Lei quanto lavora?

«Undici ore al giorno, sei giorni su sette».

Sveglia alle...?

«5.30, un po' di palestra e si parte. Un paio di volte alla settimana sono all'estero a visitare i campus, un giorno o due in città italiane, un giorno e mezzo a Milano».

Come fa?

«Vado a letto presto».

Come De Niro-Noodles in C'era una volta l'America.

«Non so lui. Io alle 10 al massimo dormo».

Niente Milano da bere insomma.

«La mia vita mondana si ferma all'aperitivo. Ho bisogno di dormire tanto, lo trovo il miglior modo per combattere lo stress. Toglietemi tutto ma non il sonno».

Questa è una delle strategie per mantenere la sua calma olimpica?

«Non solo, perchè non bisogna prendersi troppo sul serio. Il business è fondamentale, ma, come dico sempre, se facessi il dottore starei operando a cuore aperto e probabilmente non riuscirei a vivere, ma siccome nella peggiore delle ipotesi hai sbagliato una cosa e poi troverai il modo per aggiustarla, non puoi rovinarti la vita».

Quanto è competitivo?

«Mediamente competitivo, diciamo ambizioso».

Cosa distingue i talenti italiani rispetto agli altri?

«Sono molto sgobboni, non hanno problemi a mettersi in gioco. Quello che talvolta manca è l'ambizione internazionale. Siamo ancora troppi provinciali».

Forse anche un po' esterofili? Convinti che all'estero siano migliori?

«Il punto è che ci sentiamo il centro del mondo, guardiamo il mappamondo con un focus sul nostro Paese senza capire che l'Italia non è il centro. Questo fa sì che si strutturino progetti per un mercato di 60 milioni di persone anziché 8 miliardi».

Proviene da una famiglia di imprenditori?

«Mamma seguiva il mondo degli eventi. Quando papà è venuto a mancare, anche lei si è concentrata sul mondo della ristorazione. Penso che l'attitudine a mettere insieme le persone e farle star bene l'abbia appresa in casa».

Ha fondato Tag nel 2011. Niente università, dunque?

«Finito il Liceo Scientifico, mi ero iscritto a Economia e Commercio, ma abbandonai il corso dopo neanche un anno. Avevo in testa un'azienda che poi fondai».

E com'era a scuola?

«Andavo malissimo, non sono mai stato bocciato ma sono sempre stato l'ultimo della classe. Non trovavo abbastanza stimoli, mi appassionavo quando trovavo un bravo professore».

La disciplina prediletta?

«Storia. Ma in latino che disastro...».

Fra viaggi, riunioni, nuovi sviluppi, c'è spazio per la vita privata?

«Sono fidanzato da sette anni, se non riesci a bilanciare l'aspetto personale con quello lavorativo a un certo punto poi ti schianti».

Lei che vive di digitale, che canali usa per informarsi?

«Il giornale cartaceo girato su iphone. Poi molto twitter e i Feed RSS»

La pensavamo al capezzale della carta. Che giudizio dà ai media tradizionali?

«Il mondo editoriale è in profonda e totale evoluzione. La vera sfida è riposizionarsi su quello da cui tutto è partito, cioè il lettore. Il punto è riuscire a ritrasformare i giornalisti e il mondo editoriale su questo, su ciò che davvero vuole l'utente attorno al quale va costruita la notizia».

Fino a ora, quanti milioni sono stati investiti su di voi?

«Circa 16 milioni. Abbiamo coinvolto alcuni tra i più importanti family office e imprenditori italiani grazie al supporto di Tamburi Investment Patners».

Per diventare membri di Talent Garden che parametri bisogna rispettare? Come selezionate?

«Digitale, passione per il proprio lavoro e per il resto funziona come un club: bisogna essere presentati da qualcuno che è già dentro o venire a raccontarci perché si crede di poter portare valore entrando in Talent Garden».

Quanto costa stare da voi?

«Ci sono 3 membership principali: la media è di 300 euro al mese, per un desk 24 ore al giorno 7 su 7, quindi assolutamente competitivo».

Di cosa va orgoglioso?

«Dell'aver creato ambienti dove c'è un effetto di contagio positivo. Ho visto ambienti dove invece il talento finisce per ammalarsi. Lanciamo un appello ai giovani pieni di buone idee e speranze ma che si misurano con realtà che affossano ogni buon proposito. Non devono arrendersi».

Anche lei è di quelli che spara a zero sull'università italiana?

«Dico solo che non ha senso preparare decine di migliaia di avvocati quando il mercato ne può assorbire al massimo poche migliaia. In compenso, manca la formazione per le professioni più richieste. C'è il rischio di riempire i giovani di false speranze. Il tema è far ripartire il mondo universitario focalizzandolo sul Paese che vogliamo costruire».

Ora gli occhi sono puntati su?

«Irlanda, in estate abbiamo aperto un campus a Dublino. L'Irlanda è il luogo dove le grandi corporate internazionali e start up, una volta arrivate dagli Usa, iniziano lo sviluppo in Europa. Portano un grandissimo bacino di talenti che appunto vorremmo intercettare».

Perché Vienna?

«Guarda all'Est Europa, è un'area meno competitiva, ma dove negli ultimi anni si è investito moltissimo su questi temi. C'è il Pioneers Festival ad esempio, uno dei più importanti festival europei di start up».

E che dire del gran colpo negli agguerriti, digitalmente parlando, Paesi nordici?

«L’anno scorso abbiamo comprato una quota di controllo pari al 51% di Rainmaking Loft, una rete di quattro spazi di co-working a Copenaghen, ora si chiama Talent Garden Rainmaking, abbiamo un piano di espansione».

In cosa eccellono i nordici?

«Sono maestri nel capitalizzare il tempo. Alle 4 massimo 5 di sera sono fuori ufficio, escono quando noi siamo ancora nel bel mezzo del pomeriggio. Riescono perché lavorano in modo molto strutturato».

Come si vede da qui ai prossimi cinque anni?

«Immagino che Talent Garden sarà presente in tutti i grandi mercati d'Europa eccetto Londra naturalmente, dove sono presenti cose simili alle nostre. Poi abbiamo firmato un accordo con Cassa Depositi e Prestiti per l'apertura, nel 2019, di un primo Italian innovation hub a San Francisco. Vorremmo espanderci anche a Tel Aviv e Shenzhen così da permettere ai talenti europei che vogliono andare in giro per il mondo di avere un primo hub a cui appoggiarsi».

Creare aziende in Italia, Paese che spesso mortifica l'imprenditoria, è un atto di coraggio.

«Però ci sono tanti vantaggi. Aprire un'impresa di questo tipo a San Francisco è più semplice burocraticamente parlando, ma c'è più competizione, mentre partendo da Brescia la competizione è quasi nulla. Magari tra qualche anno le cose saranno diverse, basti pensare a ciò che è riuscita a fare New York negli ultimi 5 anni, ma anche Londra, o Parigi, che grazie all'apporto dei suoi politici è riuscita a cambiare l'immagine della Francia, trasformandolo nel polo più innovativo d'Europa, e ciò in un Paese che d'innovativo non aveva nulla».

Quindi che dire al nuovo Governo?

«Che senza una visione a lungo termine non si va da nessuna parte. Per supportare la crescita, bisogna avere una visione a lungo raggio. Dovremmo pensare a come vogliamo essere nei prossimi 30 anni e non 3 mesi».













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