Sentieri - Tracks

#4 - Lago Santo Parmense - da Bosco

La meta vale da sola l'itinerario ma sia la salita che la discesa ne fanno un persorso imperdibile per chi si reca al Parco dei 100 laghi.

Caratteristiche del percorso

Lunghezza sui 20 km
Tempo necessario 3-4 ore
Fondo Asfalto, strade forestali, single tracks
Raggiungibilità Da Parma strada prov.le n.665 fino a Pastorello, poi prov.le 13 direzione Corniglio fino a Miano. Poi seguire a destra la nuova provinciale per Bosco

 

 

Descrizione del percorso

Il posto migliore dove lasciare la macchina è la centrale elettrica di Bosco al fine di evitare la salita al ritorno. Tuttavia il posto ufficiale sarà in paese a Bosco di Corniglio presso l'albergo Ghirardini, nonchè punto informativo del parco. Qui si possono trovare le mappe dei sentieri CAI e soprattutto le mappe della ciclopista del parco.

Si inizia a salire su asfalto per uscire dal paese. I primi metri ci portano verso l'esterno del paese. Qui è impressionante notare come anche nei giardini privati siano presenti svariati esemplari di castagni secolari, in effetti la zona è ricchissima di castagneti che un tempo garantivano un elemento di sussistenza importante per gli abitanti della zona.

Usciamo dal paese e superiamo sulla destra una fontana da cui si può fare acqua prima della salita vera e propria. Alcune centinaia di metri dopo lasciamo la provinciale per svoltare a destra su una stradina asfaltata che raggiunge alcune seconde case. La strada diventa presto sterrata e superata una sbarra si inizia seriamente a salire di quota.

Dopo alcuni kilometri abbiamo preso sufficiente quota per cominciare a godere a sufficienza dello splendido panorama sulle valli glaciali dell'alta val Parma. I profili delle cime tradiscono le diverse stratificazioni delle successive  ere geologiche come pure bene visibili sono i segni del lavoro dei ghiacci.

La sterrata finisce e inizia la rete dei sentieri CAI. Se si prosegue in quota si raggiunge in pochi minuti la piana di Lagdei, da cui si può agevolemente rientrare a Bosco, dopo aver fatto una sosta allo splendido chalet da poco ristrutturato. Il nostro itinerario al contrario prosegue tenendo la destra e impennandosi improvvisamente (segnavia cai n. xxx).

Qui inizia il bello. La salita sembra così ripida da scongiurare qualsiasi tentativo a priori. Al contrario il fondo morbido ricoperto di aghi di pino costituisce il miglior terreno che le mie gomme abbiano mai "aggrappato". Certo occorre un minimo di tecnica per spostare il peso in avanti ma il la presa è così perfetta che si potrebbe anche abbozzare un fuorisella.

Il percorso continua a salire con alcuni di questi strappi intervallati da tratti più tranquilli. Si tratta di un sentiero che ripercorre una antica strada selciata utilizzata sicuramente nei tanti itinerari che mettevano in comunicazione i paesi dell'appennino parmense con la lunigiana. Molti tratti mantengono ancora i muri di contenimento di pietra e qualche tratto selciato, soprattutto nei passaggi fuori del bosco. Qui occorre un minimo di attenzione per superare questi tratti rocciosi.

Arrivati al "ponte rotto" ci ricongiungiamo al sentiero cai che sale dalla piana di Lagdei direttamente al Lago Santo. Il ponte rotto è in effetti un antico ponte di roccia franato su un piccolo rio che scende a valle, ulteriore testimonianza dell'importanza della strada nei tempi passati.

Attraversiamo la pista da sci che scende dal lago e passiamo sotto la seggiovia raggiungendo in breve il lago. Questi ultimi metri di dislivello sono da percorrere bici in spalla poichè il fondo molto roccioso impedisce di rimanere in sella.

Giunti al lago ci meritiamo una sosta per ammirare la bellezza del luogo. Si consiglia vivamente di fare un giro a piedi del lago stesso. Inoltre si può rifare acqua al rifugio Cai Mariotti proprio sulla riva del lago.

Il percorso prosegue raggiungendo la fine del lago alla sinistra della salita e da qui iniziando a scendere esattamente dalla parte opposta della valle rispetto alla nostra ascesa. Giunti al bivio del sentiero teniamo la destra (in leggera salita) seguendo il sentiero dei "Carbonai". Dopo poco la salita lascia spazio al nostro divertimento. Siamo in un maestoso bosco di faggi attraversato da un sentiero che scende a zig zag verso valle in un continuo cambio di direzione con tornanti a gomito che mettono alla prova la nostra abilità di guida. Le foglie macerate diventano un tutt'uno col terreno e danno un senso di "morbidezza" che ci da l'impressione di scendere sul velluto. Ogni tanto qualche tronco caduto ci sbarra la strada ma giusto quel tanto che basta per invitarci a scavalcarlo di slancio e rendendo il tutto ancora più divertente.

A questi tratti si alternano alcuni rettilinei che ci permettono di lanciare la bici e sfogarci un pò. Tuttavia attenzione e prudenza ci devono accompagnare in ogni momento visto che siamo su un sentiero CAI, quindi sempre e comunque precedenza ai pedoni. Inoltre ricordiamoci che siamo un parco e pertanto cerchiamo di ridurre l'impatto del nostro passaggio al mimimo evitando derapate inutili che possono danneggiare il sentiero.

Raggiungiamo la località "I cancelli" da cui possiamo di nuovo raggiungere Bosco per la strada asfaltata oppure svoltare a destra e raggiungere i Lagoni (raccordo con itinerario n.3.)

Variante 1: Dai cancelli possiamo svoltare a sinistra e tornare in direzione Lagdei. Qui, dopo alcune centinaia di metri è possibile prendere a destra una strada che scende verso il torrente e divertirci un pò in un percorso stile freeride che ci riportera sulla strada asfaltata qualche Km più a valle per poi raggiungere Bosco.

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