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Maracalagonis, aggredisce in strada l’ex moglie brandendo un bastone e la minaccia di morte: arrestato per tentato omicidio. Incredibile episodio di violenza a Maracalagonis: l’ex marito minaccia la moglie con un grosso bastone in mano, lei si rifiugia dentro una macelleria, salvata dal titolare. Poi chiama la Polizia che arresta il 48 enne per tentato omicidio. La Polizia di Stato ha tratto in arresto Vincenzo Casula 48enne di Maracalagonis per il reato di tentato omicidio nei confronti dell’ex moglie. Nella mattina odierna il Centro Operativo ha ricevuto una chiamata sulla linea 113 che segnalava un aggressione ai danni di una donna a Maracalagonis.

Un equipaggio della Squadra Volante del Commissariato di Quartu, giunto immediatamente sul posto e individuato la vittima,ha subito raccolto dalla donna le prime informazioni.

La donna in particolare  ha raccontato che l’ex marito l’aveva seguita brandendo un bastone di grosse dimensioni con cui aveva danneggiato la vetrina di un esercizio commerciale per poi colpirla violentemente più volte.

Dopo aver tentato di difendersi secondo le testimonianze sarebbe riuscita, grazie all’aiuto di alcuni dipendenti del locale danneggiato, a rifugiarsi in una vicina macelleria, dalla quale, dopo essersi rinchiusa in una stanza, ha chiamato il 113.

Qui, raggiunta dall’ex marito che ancora brandiva il bastone ed urlando la minacciava  di morte, è stata difesa dal titolare della macelleria che con fermezza ha costretto l’uomo ad uscire. Lo stesso, dopo l’aggressione, si è poi allontanato a bordo del proprio fuoristrada.

I poliziotti, viste le condizioni della donna, hanno subito allertato il 118 facendo intervenire un equipaggio, che ha accompagnato la donna presso il pronto soccorso di un nosocomio cittadino.

Avviate immediate ricerche, poco dopo, personale del Commissariato di Quartu Sant’Elena e delle Volanti di Cagliari, lo hanno rintracciato e fermato nei pressi della sua abitazione trovato ancora in possesso del bastone utilizzato, che presentava tracce di sangue, è stato arrestato.

Al termine delle formalità di rito sarà tradotto presso la Casa Circondariale di Uta.

Fonte: CastedduOnline

Sarda News non rappresenta una testa giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità nei suoi contenuti originali. La responsabilità del contenuto degli articoli importati dai feed rss è totalmente a carico della reale fonte dell'informazione indicata al termine di ogni notizia.







Sono ancora troppo poche oggi le aziende che si affidano alle messaging app: secondo State of Social Report 2019 di Buffer, quasi tre quarti dei brand (il 7% per la precisione) non se ne serve. Ecco perché vogliamo spiegarti nella pratica che cos'è il Marketing Conversazionale, applicandolo nel concreto a una delle messaging app più diffuse al mondo: Facebook Messenger, un canale con oltre un miliardo di utenti attivi in tutto il mondo.

Vedremo insieme quali sono cinque modi per utilizzare Facebook Messenger con finalità di marketing e comunicazione, e che potrai approfondire nell’ebook Facebook Messenger per le aziende: scenari d’uso, realizzato da MailUp per accompagnare le aziende all’adozione di questo formidabile canale.

1. Recapitare contenuto e coltivare il rapporto

Partiamo dal Content Marketing, cioè da quell’insieme di risorse prodotte da un’azienda con il fine di attirare nuovi potenziali clienti fornendo contenuti utili che apriranno il campo alla promozione di prodotti e offerte.

Quale canale migliore di Facebook Messenger per diffondere blog post, nuovi ebook, webinar o video? Oltre alla modalità broadcast, è possibile automatizzare il processo, facendo in modo che l’invio sia innescato a ogni nuovo aggiornamento del feed RSS o del file su cui sono custoditi i contenuti.

Ecco un esempio di campagna di Content Marketing per Facebook Messenger:

Come puoi vedere, puoi creare messaggi che hanno l’incisività di un SMS e la ricchezza di un’email. Il tutto con pochi e semplici clic, grazie a un editor drag & drop intuitivo.

Puoi creare una struttura scegliendo tra diversi moduli di contenuto:

  • Testo
  • Testo e bottone
  • Immagine
  • Video
  • Audio
  • File

2. Gestire un evento e coinvolgere il pubblico

E se un brand volesse informare puntualmente la propria audience su nuovi eventi e date?

Anche in questo caso Facebook Messenger risulta della massima utilità, per lanciare l’evento, comunicare disponibilità di ticket a tariffa ridotta, interviste, informazioni pratiche, ringraziare e lanciare survey.

Ecco un esempio di campagna dedicata agli eventi:

3. Arricchire il profilo di ciascun contatto

Si tratta di un’attività fondamentale, soprattutto per gli eCommerce, per raccogliere dati sulle preferenze, interessi e caratteristiche di ciascun contatto.

Inutile rimarcare l’importanza della conoscenza dei propri prospect e clienti per poter comunicare in maniera più rilevante e personalizzata.

Si può dare vita a campagne di profilazione semplici come la seguente:

Oppure si può sviluppare progetti avanzati che coinvolgono l’utilizzo di chatbot.

Uno dei migliori esempi è quello di H&M, che su Kik - app di messaggistica simile a WhatsApp - ha implementato il Botshop, con cui il brand suggerisce stili e outfit in base alle preferenze di ogni utente.

4. Generare lead di qualità e condurre all’acquisto

Altrettanto importante per un’azienda è attirare l’attenzione dei visitatori e convertirli in potenziali clienti.

Un’ottima soluzione consiste nel comunicare sul sito, o con un visual sulla pagina Facebook, la possibilità di iscriversi al canale Facebook Messenger, così da poter inoltrare nei mesi a venire:

  • News e ogni altra tipologia di contenuto informativo
  • Catalogo prodotti in pdf
  • Landing page per richiesta di un preventivo
  • Landing page per richiesta di una prova gratuita

5. Fornire assistenza rapida

Chiudiamo con uno degli utilizzi, al momento, più diffusi: il customer care.

Facebook Messenger è indubbiamente tra i canali preferiti dalle persone per mettersi in contatto con le aziende.

Tramite Facebook Messenger il team marketing di un’azienda ha la possibilità di inviare comunicazioni di servizio, delegando poi al team customer care la gestione manuale delle problematiche avanzate.

Una frontiera avanzata consiste nell’automatizzazione del servizio clienti tramite chatbot. Un esempio? WholeFoods, catena statunitense di supermercati, che utilizza un chatbot per aiutare i clienti a trovare il negozio più vicino; oppure il chatbot di 1-800-Flowers (nell’esempio qui sotto), che consente ai clienti di ordinare e recapitare fiori e regali.

Per saperne di più sul marketing conversazionale, sulle tecniche e sulle strategie, puoi approfondire l'argomento con l’ebook Messenger per le aziende: scenari d’uso, dove trovi anche i temi a cui abbiamo accennato in questo articolo.




Uno dei problemi con cui professionisti e tecnici delle piccole e medie imprese si trovano più spesso a misurarsi riguarda l'utilizzo di servizi che non comunicano tra loro e che non sono quindi in grado di mettere a fattor comune dei dati.
Microsoft Flow è un servizio che permette di automatizzare determinati flussi di lavoro stabilendo punti di connessione tra servizi che normalmente non potrebbero colloquiare.

Flow permette di eseguire automaticamente operazioni che dovrebbero essere svolte usando un approccio manuale e di realizzare in modo semplice interventi che tipicamente richiederebbero uno sforzo gravoso.

Il servizio messo a disposizione (anche gratuitamente) da Microsoft consente di interfacciare piattaforme come Dropbox, Dynamics 365, Gmail, Google Calendar, Outlook di Office 365, Outlook.com, OneDrive, OneDrive for Business, SharePoint, Twitter, i feed RSS, Basecamp, Campfire, Blogger, Box, Buffer, DocuSign, Facebook, GitHub, i vari componenti della piattaforma cloud Microsoft Azure, server FTP e SFTP, siti HTTP/HTTPS, Freshdesk, Freshservice, Instagram, Mailchimp, Microsoft Teams, OneNote, Microsoft Forms, Pinterest, Vimeo, WordPress, Project, Salesforce, SurveyMonkey, Word, Excel, Bitly, Google Drive, Fogli Google, Disqus, PowerApps, Power BI, Slack, PostgreSQL, Windows Defender e molte altre ancora.

Flow consente di creare flussi di lavoro per raccogliere dati e altro ancora scegliendo i servizi basati sul cloud e non da mettere in comunicazione reciproca.
Come IFTTT (acronimo di if this, then that), anche Flow reagisce al verificarsi degli eventi indicati dall'utente.
Rispetto a IFTTT, Flow è indicato per un utilizzo più spiccatamente business mentre IFTTT è più adatto per il mondo Internet delle Cose (IoT): vedere Smart home: alcuni dispositivi per gestire a distanza la casa o anche l'ufficio.
Se, ad esempio, si volessero accendere le luci inviando un messaggio su Slack, IFTTT è probabilmente la scelta migliore mentre se si volesse aggiornare un elenco SharePoint ogni volta che qualcuno risponde a un sondaggio, Flow è di certo più adatto allo scopo.Flow può essere utilizzato, ad esempio, per impostare l'invio di un'email ogniqualvolta qualche collaboratore modificasse un file memorizzato su OneDrive o su Dropbox oppure per l'invio automatico di notifiche e messaggi d'allerta sulla base delle elaborazioni condotte con Microsoft Power BI: Creare grafici e report interattivi da Excel, database e da qualunque sorgente di dati.

Con Flow si possono approntare tre differenti tipologie di flussi:

- Automatizzati. Per avviare le operazioni richieste allo scatenarsi di un evento, come l'arrivo di un'email o la modifica di un file.
- Manuali. I flussi sono attivabili mediante la pressione di un pulsante.
- Programmati. Il flusso viene automaticamente eseguito alla data e ora specificate, una sola volta o su base ricorrente.

Mentre IFTTT è completamente gratuito, Flow è utilizzabile sulla base di tre differenti profili (come spiegato a questo indirizzo): quello free consente di creare un numero illimitato di flussi che però possono essere eseguiti al massimo 750 volte al mese. Le verifiche impostate, inoltre, possono essere effettuate al massimo ogni 15 minuti.
Il piano a pagamento da 5 dollari al mese, offre fino a 4.500 esecuzioni mensili e permette verifiche ogni 3 minuti (si avrà la possibilità di usare anche alcuni connettori premium come Mailchimp e Salesforce).
Il piano a pagamento da 15 dollari al mese offre fino a 15.000 esecuzioni mensili e controlli a distanza di un minuto.

Va detto che non per tutti i connettori esistono sia trigger, ovvero gli eventi che scatenano l'avvio del flusso sia azioni, ossia le operazioni che vengono eseguite in conseguenza di un evento trigger.

Microsoft Flow: cos'è e come automatizzare i flussi di lavoro

Nel caso di Google Drive, per esempio, la scheda Azioni è ricca mentre quella Trigger è al momento del tutto vuota.
I tecnici Microsoft sono soliti aggiungere spesso nuovi meccanismi all'interno di Flow in modo da rendere più semplice l'interconnessione tra servizi.

Mentre IFTTT è completamente gratuito, Flow è utilizzabile sulla base di tre differenti profili (come spiegato a questo indirizzo): quello free consente di creare un numero illimitato di flussi che però possono essere eseguiti al massimo 750 volte al mese. Le verifiche impostate, inoltre, possono essere effettuate al massimo ogni 15 minuti.
Il piano a pagamento da 5 dollari al mese, offre fino a 4.500 esecuzioni mensili e permette verifiche ogni 3 minuti (si avrà la possibilità di usare anche alcuni connettori premium come Mailchimp e Salesforce).
Il piano a pagamento da 15 dollari al mese offre fino a 15.000 esecuzioni mensili e controlli a distanza di un minuto.

Inviare un'email quando viene modificato un file su OneDrive

Si supponga di voler ricevere un messaggio di posta ogni volta che qualcuno, appartenente al proprio team, modifica un file memorizzato su OneDrive.

Procedere è molto semplice: basta portarsi a questo indirizzo, fare clic su Flussi personali, collegare Flow con il proprio account Microsoft (un riferimento a PowerApps and Flow comparirà qui) quindi su Nuova, Crea da zero.

Microsoft Flow: cos'è e come automatizzare i flussi di lavoro

Cliccando ancora su Crea da zero, si può scegliere l'icona OneDrive quindi l'evento trigger "Quando viene modificato un file".

Microsoft Flow: cos'è e come automatizzare i flussi di lavoro

Flow chiederà di specificare la cartella di OneDrive da monitorare. Al termine della selezione, basterà scegliere Nuovo passaggio.

Microsoft Flow: cos'è e come automatizzare i flussi di lavoro

A questo punto si può scegliere il servizio col quale si desidera inviare l'email, per esempio Outlook.com.

Microsoft Flow: cos'è e come automatizzare i flussi di lavoro

Dopo aver autorizzato l'accesso al servizio di posta, ad esempio ad Outlook.com, i passaggi seguenti risulteranno banali.

Microsoft Flow: cos'è e come automatizzare i flussi di lavoro

Cliccando sui vari campi che comporranno l'email che Flow dovrà spedire, sulla destra apparirà un riquadro con la scheda Contenuto dinamico preselezionata.
Agendo su di essa si possono inserire, all'interno dell'email, i vari "segnaposto" per la visualizzazione delle informazioni relative ai file modificati su OneDrive.
Con un clic su Espressione, è possibile effettuare delle elaborazioni più o meno complesse sui dati tratti in precedenza.

Una volta creato il proprio flusso personalizzato, si potrà innanzi tutto provarlo per verificare che funzioni correttamente e poi programmarne l'esecuzione.


Adware su Macitynet usando Facebook

Da un paio di giorni chi visita Macitynet cliccando sui nostri post Facebook e usa l’applicazione Facebook, si trova spesso impossibilitato a leggere l’articolo da un banner invasivo. Questo banner appare qualche secondo appena dopo il click e impedisce la lettura dell’articolo.

A tutti coloro che su Facebook e direttamente ci hanno chiesto conto di questo problema, intendiamo prima di ogni altra cosa dire che non è Macitynet che serve quella pubblicità e che certamente non ci fornisce alcun beneficio, contrariamente a quanto ritiene qualche sprovveduto.  Macitynet ha come compito quello di creare articoli e per continuare ad esistere ha bisogno che chi lo visita sia in grado di leggere i testi che scrive. Quel banner impedisce a noi di fare quello per cui lavoriamo e ci sottrae lettori e credibilità. Pensare che questo ci dia qualche vantaggio è non avere la minima idea di come funzioni e di come si sostenga un sito Internet che ha 23 anni di storia come il nostro.

Nonostante questo non prendiamo certo sotto gamba questa vicenda. Stiamo indagando su che cosa richiami quel banner quando un utente Facebook visita il nostro sito usando l’applicazione Facebook (non succede se si usa Safari). Abbiamo messo in campo i nostri tecnici e anche i pubblicitari per verificare se sia qualche banner legittimo di nostri clienti infitrato a fare da interruttore o se la cosa stia nel mezzo tra noi e Facebook.

Quel che sappiamo per certo è che non siamo stati noi gli unici ad avere avuto questo problema nel corso degli ultimi mesi. Sappiamo anche che per funzionare e colpire si fonda su Cloudfront di Amazon, un servizio perfettamente legittimo ma che viene sfruttato da pirati informatici per gestire network pubblicitari illegittimi che approfittano della popolarità di alcuni post e siti.

Sappiamo anche che altri siti segnalano che annunci di questo tipo sono considerati dei veri e propri Adware e possono essere fortemente limitati o eliminati seguendo alcune procedure. Nell’attesa di arrivare ad una soluzione, valutando anche la possibilità di sospendere le nostre pubblicazioni su Facebook, consigliamo di seguire i passaggi che altri siti hanno consigliato prima di noi

  • Spegnere i Pop Up di Safari andando in Impostazioni –> Safari –> Blocco Finestre a Comparsa
  • Canellare il virus Cloudfront.net andando sempre in Impostazioni—> Safari –> Cancella dati siti Web e cronologia

Ribadiamo che non ci sono problemi nella visualizzazione delle nostro pagine accendendo al sito da Facebook su Safari (www.macitynet.it) o da altri media oppure usando il Bot Telegram. Macitynet fornisce anche un feed RSS, e ha un account Twitter.




Se usate WordPress per il vostro sito o blog potreste avere questo errore all’interno della sitemap e rischiate così di perdere l’indicizzazione!

Si tratta di un errore molto comune che intacca la sitemap di un sito WordPress e causa in questo modo la scorretta indicizzazione sui motori di ricerca, portando ad un drastico crollo delle visite al sito web.

L’errore in questione potrebbe manifestarsi in due diversi modi, il primo con la dicitura “error on line 2 at column 6” mentre il secondo con la dicitura “error on line 3 at column 6“. Poco cambia nella causa e nella risoluzione del problema che, se non risolto, causerà gravi problemi all’indicizzazione del vostro sito o blog WordPress.

error on line 3 at column 6

Ecco come appare l’errore nella sitemap del sito WordPress

Il problema è causato da alcuni spazi all’interno della sitemap xml. Questo non permette la corretta creazione e di conseguenza la validità per i motori di ricerca. Questo errore potrebbe avere tre diverse cause: alcuni errori nel tema utilizzato, alcuni errori nel file functions.php o, infine, potrebbe essere causato da un plugin contenente alcuni errori.

Per risolvere il problema ci sono due strade: la prima consiste nel rintracciare dove si trova l’errore (nelle tre possibili cause qui sopra) oppure, la seconda strada, implica l’inserimento di uno script che automaticamente “bypassa” gli errori ovunque essi siano.

Se scegliete la prima strada non abbiamo altro da aggiungere, se invece scegliete la seconda, continuate a leggere otre.

  1. Il primo passo da fare consiste nello scaricare questo file e scomprimerlo. Otterrete un file php.
  2. Caricate il file php all’interno della cartella del tema WordPress del vostro sito/blog utilizzando il vostro client ftp preferito. L’indirizzo ftp dove troverete il tema del vostro sito sarà simile a: /public_html/wp-content/themes/NOME-TEMA/.
  3. Una volta caricato il file PHP nella cartella del tema, bisognerà modificare il file functions.php (raggiungibile ad un indirizzo simile a: https://TUOSITO.IT/wp-admin/theme-editor.php?file=functions.php&theme=NOME-TEMA ). In alternativa è possibile raggiungere lo stesso percorso nel wp-admin > aspetto > editor del tema > functions.php. Bisognerà aggiungere “include (” spacefix.php “);” subito dopo la prima riga “<? Php” nel file functions.php. Si otterrà una cosa simile a:
    <? Php
    includere ( "spacefix.php");

Assicuratevi di non modificare nient’altro all’interno del file functions.php a meno che non sappiate cosa state facendo. Assicuratevi inoltre di aver caricato il file spacefix.php nella stessa cartella in cui è presente function.php (la cartella del tema utilizzato).

Infine, salvate le modifiche effettuate nel file functions.php dopo aver seguito tutti i passaggi qui sopra. A questo punto la sitemap.xml funzionerà, insieme a qualsiasi altro XML generato da WordPress e dai feed RSS. L’errore “on line 2 at column 6” o l’errore “on line 3 at column 6” non farà più confondere la sitemap.xml del vostro sito WordPress.


Nuova release di uno dei tool di personalizzazione del desktop di Windows più apprezzati dagli utenti, che ora permette di sfruttare l’accelerazione hardware con tutti i vantaggi prestazionali correlati.

Il codice di Rainmeter 4.3 ha finalmente raggiunto lo
stadio di release finale ideale per tutti gli utenti, con una versione che apre
le porte all’uso dell’accelerazione
hardware a sui PC dotati di una GPU dedicata
sufficientemente moderna.

Che cosa sia Rainmeter
è presto detto: il software offre la possibilità di personalizzare in maniera “estrema” il desktop di Windows tramite
un sistema integrato di “skin”, sostituendo sfondo, Taskbar e Systray con scenari
animati in continuo movimento, contatori personalizzati sullo stato
dell’hardware, feed RSS, visualizzatori audio e molto, molto altro ancora.

La principale novità di Rainmeter 4.3 è
certamente il passaggio dal vecchio
engine grafico di Windows (GDI+) a Direct2D
, API molto più moderna e capace
prima di tutto di sfruttare la GPU del sistema per accelerare i calcoli
necessari alla gestione del desktop personalizzato.

L’accelerazione hardware è al momento disabilitata di default, dicono gli sviluppatori, per meglio identificare eventuali problemi con il passaggio da GDI+ a Direct2D. Le librerie D2D offrono anche altre funzionalità aggiuntive, che i programmatori si riservano di sfruttare a fondo nelle prossime versioni. Ulteriori novità di Rainmeter 4.3 includono infine una nuova funzionalità “Container”, bugfix e miglioramenti alla compatibilità con i driver audio.

Pagina ufficiale del download di Rainmeter 4.3 per Windows 7-10

PCProfessionale © riproduzione riservata.

Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.


"Le persone sono su Twitter per vedere e parlare di ciò che accade in tempo reale. È facile condividere un’idea twittando ma lo vogliamo rendere ancora più semplice e far condividere agli utenti ciò che vedono con foto e video. Twitter vuole aiutare gli utenti a catturare ciò che vedono e condividerlo con l’audience giusta.


Con queste parole, Keith Coleman, vicepresidente di Consumer Product di Twitter, ha introdotto la rivisitazione che il social network americano ha fatto per introdurre una più semplice condivisione di foto e video.


Così, oltre al raddoppio di caratteri, dai canonici 140 siamo passati in tempi recenti a 280, Twitter cerca di battagliare con questa nuova funzione con gli altri social più ‘visual’ come Snapchat e Instagram.



Cosa troveremo in questo aggiornamento? Un migliorato accesso rapido alla fotocamera e, aprendo l'applicazione e scorrendo verso sinistra, apparirà la modalità videocamera così da poter scattare una foto e twittare istantaneamente


Inoltre, con geolocalizzazione attivata, l’app suggerirà immediatamente hashtag e posizione: questa opzione sarà disponibile durante grandi eventi sportivi e non, al momento disponibile solo negli Stati Uniti, più avanti si estenderà nel resto del mondo.


In un mondo dove ormai il traffico web passa per più del 50% su dispositivi mobile è necessario avere velocità e semplicità di condivisone per quelli che sono i contenuti più visti: foto e video.




Volete provare anche voi Telegram? Ecco come fare

Avete sentito parlare di Telegram e volete provare anche voi questa applicazione di messaggistica? In questo articolo vi illustreremo come installare e configurare Telegram per smartphone Android e iOs.

Prima di tutto dovete sapere che sul vostro smartphone possono coesistere più applicazioni di messaggistica quindi non dovrete disinstallare WhatsApp per provare Telegram o una qualsiasi app per scambiare messaggi con amici e parenti. Questo significa anche che potrete installare Telegram sul vostro telefono e ritornare sui vostri passi in qualsiasi momento, cancellando persino il vostro account in pochi e semplici passaggi.

iscriviti al nostro canale Telegram cliccando qui

Installare l’applicazione Telegram Ufficiale

L’applicazione ufficiale è una sola (oltre a Telegram X), quella che vi stiamo per linkare qui sotto. Procedete quindi al download cliccando sull’app corrispondente al vostro sistema operativo (Uploaded Picture per iPhone, Uploaded Picture per tutti gli altri smartphone). L’applicazione è totalmente gratuita, senza pubblicità e senza acquisti in app quindi non temete e procedete al download cliccando sul riquadro inerente al vostro smartphone (il primo per iPhone, il secondo per smartphone Android).




Cliccando su questi specchietti verrete rimandati al vostro store, procedete cliccando su Installa o Ottieni e attendete pochi instanti che l’applicazione venga scaricata e installata sul vostro dispositivo. Trascorso il tempo necessario, è ora di lanciare l’app e configurarla! Per sapere come fare, procedete oltre nell’articolo.

Come configurare Telegram

Terminato il download, è tempo di aprire l’applicazione. Cliccare quindi sull’icona dell’applicazione (aeroplanino di carta color bianco su sfondo azzurro) o sulla scritta Apri all’interno dello store.

Ora che l’app è stata aperta, basterà cliccare sul tasto Inizia a Messaggiare e immettere il vostro numero preceduto dal prefisso internazionale (+39 per l’Italia). Terminato questo processo, cliccare sulla spunta in alto a destra a forma di V per procedere.

A questo punto, vi arriverà un SMS sul numero di telefono che avete inserito nel passaggio precedente, inserire il codice a 5 cifre nella schermata di Telegram e automaticamente verrete portati ad una nuova sezione.

come-scaricare-e-usare-telegram

Qui dovrete inserire Nome (obbligatorio), Cognome (facoltativo) e immagine profilo (facoltativa). Una volta inseriti i dati, cliccare sulla spunta bianca presente in alto a destra a forma di V.

Leggere ed Accettare i Termini di servizio dell’applicazione cliccando su Accetta.

Ora dovrete dare l’accesso a tutti i vostri contatti all’app, così riuscirà a indicarvi quali contatti della vostra rubrica dispongono di Telegram. Cliccanre quindi su Continua. Se necessario dovrete dare nuovamente il consenso all’app per accedere ai contatti e in più anche a foto, video e contenuti multimediali.

come-configurare-telegram

Telegram vi richiederà di recarvi nelle impostazioni del vostro telefono per consentire all’app stessa di essere visualizzata nella schermata di blocco (per poter rispondere alla chiamate e video chiamate). Cliccare sulla scritta Impostazioni e date il permesso all’app.

Finito! Ora avete installato e configurato correttamente Telegram! Adesso vedremo come avviare una chat con un amico o un parente.

Iniziare una chat su Telegram

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Per iniziare ad usare Telegram per scambiare messaggi, foto e video non dovrete far altro che cliccare sull’icona a forma di matita bianca su sfondo azzurro presente in basso a destra o, se avete un iPhone, sull’icona in alto a destra rappresentante una matita su un quadrato (la classica icona per comporre anche su WhatsApp).

Cliccando sull’icona vi troverete davanti a tutti i vostri contatti che dispongono di Telegram. Per iniziare a messaggiare vi basterà cliccare sul nome della persona e digitare del testo!

Sempre nella stessa sezione, potete decidere se iniziare una chat segreta o una chat di gruppo.

Telegram offre davvero tantissime possibilità e funzioni, per molti aspetti è molto più completa di WhatsApp grazie alla sua possibilità di mandare video messaggi, usare i bot e molto altro. In questo articolo ci siamo limitati a spiegarvi come installare Telegram, presto pubblicheremo nuovi articoli dove spiegheremo come usare al massimo questa applicazione di messaggistica istantanea, vi consigliamo quindi di seguire il nostro feed rss o di attivare le notifiche con il nostro blog per essere avvisati con una piccola notifica (su computer o su smartphone) quando un articolo viene pubblicato.


Fernando Diana
Fernando Diana

Il Gruppo Editoriale Citynews diventa il fornitore di news di Bixby, l’assistente vocale di Samsung che, da pochi giorni, è ufficialmente disponibile anche in lingua italiana.

Studiato per adattarsi agli utenti, imparando dalla loro routine, al fine di soddisfare le loro esigenze, Bixby è disponibile al momento sugli smartphone S10, S10+, S10e, note9, S9 e S9+ e presto sarà disponibile anche sui modelli note 8, S8 e S8+. L’intelligenza artificiale di Samsung, che si attiva al comando “Hi Bixby”, alla richiesta dell’utente di essere informato sulle ultime notizie o sugli eventi della città in cui si trova, sarà capace di restituire le informazioni richieste attingendo in tempo reale al Feed RSS degli oltre 1.200 contenuti prodotti quotidianamente dalle 49 edizioni del Gruppo Citynews, riporta il comunicato stampa.

«La partnership editoriale con Samsung rientra in un più ampio quadro di iniziative e sperimentazioni in ambito Intelligenza Artificiale che Citynews sta portando avanti da oltre un anno – afferma Fernando Diana, Ceo del Gruppo Editoriale. – Investire in maniera costante in innovazione tecnologica, sperimentando nuove modalità di interfaccia tra uomo e tecnologia, può aprirci le porte verso nuove categorie di potenziali lettori, nuovi contesti di utilizzo e allo stesso tempo verso nuovi mercati. Questo progetto, inoltre, rientra in un’ottica più ampia di Audio Strategy che consentirà al nostro Gruppo Editoriale di coinvolgere e testare altri canali per la distribuzione dei nostri contenuti, superando quindi le frontiere tradizionali dell’editoria digitale».